Punto e virgola

Fare i conti senza soste: non c’è tempo da perdere

A Pisa per continuare la corsa prima dello stop nazionale

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
30 Agosto 2025 - 06:00

Gli esami, si sa, non finiscono mai. Se poi alleni la Roma devi convincere ogni settimana la spietatissima commissione che tu possa essere all’altezza del compito che ti è stato affidato, e capiterà pure due volte a settimana. Intanto buona la prima, e stasera c’è la seconda: si gioca, in una deroga ancora una volta molto all’italiana, a Pisa (stadio Arena Garibaldi, settore ospiti esaurito in un soffio, calcio di inizio ore 20,45, telecronaca a scelta tra Dazn e Sky, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista), contro una neopromossa che un po’ come il Como lo scorso anno, alla vigilia del campionato non godeva della benevolenza di nessun commentatore, ma poi il pareggio ottenuto con merito a Bergamo alla prima uscita ha messo un po’ tutti sull’attenti. A maggior ragione, Gasperini, che si è guardato e riguardato con il suo staff Atalanta-Pisa sia per gusto personale, essendo la prima volta che la Dea dopo nove anni giocasse una partita ufficiale senza di lui, sia per capire un po’ pregi e difetti della squadra del suo ex allievo Gilardino. Pregi ne ha trovato qualcuno, difetti ce ne sono ovviamente diversi: la differenza, con la Roma, sta soprattutto nel gap tecnico. 

È qui che la Roma deve fare la partita, dominando il campo proprio come piace al nuovo tecnico giallorosso, imponendo il proprio valore superiore e segnando laddove se ne creerà l’occasione. Al diavolo, almeno nelle due ore della gara, il mercato, le sue tentazioni e le sue trappole. Al diavolo chi continua a dipingere Gasperini come un isterico pronto a sfanculare chiunque non sia disposto ad assecondarne i desideri, come se non sapesse per niente dov’è calato e con quali professionisti avrebbe avuto a che fare. Il mercato è pieno di storie che mettono in contrapposizione allenatore, dirigenti e amministratori del club, a volte persino con i proprietari. Lo stesso Gasperini, che tenero non è mai stato e non comincerà ad esserlo certamente a Roma, ha avuto rapporti complicati con i suoi direttori sportivi all’Atalanta, seppure inquadrati in un periodo di tempo lungo e fecondo che ha portato risultati tecnici ed economici di straordinario livello. Figuratevi un po’ quando le cose non funzionano. Ma intanto vanno. Ecco perché è fondamentale tornare dallo stadio - in deroga - di Pisa con tre punti, ecco perché è fondamentale mandare al diavolo tutti quelli che meritano di andarci. Magari anche Dovbyk, stavolta non nel senso dell’imprecazione, ma intendendo figurativamente il simbolo del Milan, uno dei club dove l’attaccante ucraino potrebbe finire per liberare “spazio”. 

Gasperini ha affrontato la conferenza stampa di ieri con grande serenità, schivando ogni insidia polemica sui giocatori che mancano a comporre la rosa e lanciando messaggi giusti, con il tenore giusto, a tutti, da Dybala, a Sancho, a Pellegrini, che intanto per la prima volta dopo l’infortunio si è aggregato al resto del gruppo e a Pisa andrà in panchina. In vista della sosta del campionato - puntuale, a fine agosto, come una cambiale, a toglierci il giocattolo proprio nel momento in cui ce lo avevano riconsegnato - sarà ovviamente fondamentale il risultato di stasera. Come direbbe Paulo Roberto Falcao, ora su le maniche: c’è da vincere a Pisa.

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