Le pagelle di Roma-Lecce 1-0: straordiMario qua e là
Hermoso determinante: propizia il gol risolutivo e salva sulla linea a Svilar battuto. Vaz entra, segna e si scatena. El Aynaoui ancora opaco, Tsimikas leva la naftalina da Angeliño
(GETTY IMAGES)
Senza scorie aggiuntive. Non era facile ritirarsi su dopo la botta europea, ma la Roma ritrova voglia e forza per tornare ai tre punti a un mese dall’ultima volta. Lo fa grazie (anche) ai propri giovani. Il domani comincia oggi.
IL MIGLIORE - 7 HERMOSO. Si tratti di coincidenza o meno, da quando è rientrato il suo reparto è finito sotto esame. Non è la gara più probante per la tenuta difensiva e può sfogarsi nell’altra metà campo col cross al bacio che vale l’assist del vantaggio. Decisivo però lo diventa anche nella zona di competenza, sostituendosi a Svilar sulla linea. La vittoria ha la sua griffe. StraordiMario di qua e di là.
IL TECNICO - 6 GASPERINI. Fra le solite difficoltà di formazione e senza pagare dazio (almeno in apparenza) alla fatica, torna a vincere. E la linea verde alle spalle dei titolari inizia a dare frutti tangibili.
6 SVILAR. Inoperoso per almeno 40’, prima dell’intervallo i compagni provano a renderlo partecipe pasticciando in area. Per fortuna imitati dai leccesi. A inizio ripresa però le sollecitazioni arrivano, da lontano e in uscita aerea, confermando che non è nella sua fase migliore. Si riprende nel finale sventando la minaccia più fosca col prezioso ausilio di Hermoso.
6 MANCINI. Più attaccante aggiunto che difensore, quando la squadra tenta di scardinare la resistenza salentina dai fianchi. Esce a metà partita per un fastidio al polpaccio.
6 NDICKA. Dietro di lavoro ce n’è poco e allora segue la scia delle ultime settimane, andando a cercare gloria dall’altro lato. Sui corner la prende quasi sempre lui, ma per una volta la mira difetta e quando è giusta trova le risposte di Falcone.
6 RENSCH. A differenza dell’omologo a sinistra, sulla sua corsia non c’è da sostituire un fulmine. Eppure resta timido per un tempo, salvo però ritrovare (in parte) gli spunti con la furia di Vaz avanti a sé.
6 CRISTANTE. Infortuni, squalifiche o turnover, alla fine tocca sempre a lui. Se i ritmi non sono esattamente quelli di uno sprinter, la disponibilità è encomiabile. As usual.
5,5 EL AYNAOUI. L’assenza di Koné lo fa riproporre dall’inizio nonostante le recenti prove opache. Ma fatica a scrollarsi la polvere e all’ennesimo passaggio fuori misura torna ad accomodarsi in panchina.
5,5 TSIMIKAS. Fra mancate chiusure e timide discese condite da appoggi sballati, fa avvertire la mancanza di Wesley come quella di un caro amico lontano da anni. Se questo è il suo stato di forma, diventa lecito chiedersi in che condizioni sia il panchinaro fisso Angeliño. Che non a caso nell’ultima parte entra.
6 PISILLI. Parte alle spalle dell’attacco e tenta di pungere con i consueti inserimenti. Un paio di volte viene anticipato sul più bello e quando trova la rete è in fuorigioco. Poi si abbassa in mediana, garantendo dinamismo, ma è preciso a sprazzi.
6,5 PELLEGRINI. La super-prestazione di giovedì gli restituisce una maglia da titolare e pur senza brillare come in coppa è lui a sfidare Falcone più spesso degli altri. Lucido a trequarti.
6 MALEN. Ci prova subito in acrobazia e poi con una girata in diagonale. All’avvio promettente non segue un resto di partita altrettanto pungente e stavolta resta a secco.
6 GHILARDI. Rileva Mancio, tenendo sempre alta la soglia dell’attenzione.
7 VAZ. In coppa ha ispirato le ultime due reti dei compagni, stavolta fa da sé: entra e dopo 6’ mette la firma sul match, la prima in giallorosso. Da lì si scatena, buttandosi su ogni pallone col fuoco dentro. A tutto Vaz.
6 ANGELIÑO. L’Olimpico lo riaccoglie con un boato, lui pare aver voglia di mangiarsi il campo e rimedia subito un giallo. Dalla bandierina poi ricambia gli applausi e anche se si nota poco, è bello rivederlo.
6 ARENA. Appena entrato riceve un invito più che ghiotto da Pellegrini, ma il suo tentativo viene respinto.Non fa però svanire la sensazione di saper “annusare” la porta.
6 VENTURINO. Dieci minuti in campo con la stessa verve mostrata negli altri scampoli disputati in casa.
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