Zampa: "Abbiamo una proprietà in smart working". Poi su Ranieri...
Il commentatore giallorosso a Radio Romanista: "I problemi si affrontano a giugno, ma una decisione va presa ora. Abbiamo buttato tutto per quel gol di Gatti"
Intervenuto ai microfoni di Radio Romanista, nel corso della trasmissione "Secondo Tempo", Carlo Zampa ha parlato del momento della Roma. Di seguito le dichiarazioni del commentatore giallorosso.
"Sto bene bene, a parte la Roma che ci tiene un po' in ansia... Devo dire che sul Romanista di oggi avete fatto un titolo straordinario (Ma come si fa?, ndr). È vero, come si fa? Ci stiamo giocando le ultime chance per la Champions e creare ora una situazione così ma a chi giova? Certamente non alla Roma, compresi giocatori. Non credo siano totalmente impermeabili a cose di questo genere anche se pensano solo all'aspetto calcistico e tecnico. Ho pure il gatto che protesta (ride con un miagolio in sottofondo, ndr). Però devo dire che l'uscita di Ranieri ha spiazzato tutti, le tempistiche sono sbagliate. Poi che i rapporti non fossero buoni si poteva già sapere, ma alla fine la colpa ricade sempre sulla proprietà, perché non potevano non sapere, visto che hanno anche una persona all'interno di Trigoria, Ed Shipley, che sta lì esclusivamente per riportare tutto ciò che avviene, quindi non credo che lui non si fosse accorto di nulla. Il problema rimane sempre quello, abbiamo una proprietà in smart working. E quindi non abbiamo un dirigente forte con pieni poteri, non lo è certamente Ranieri che non è un dirigente ma soltanto un consigliere. Massara è un direttore sportivo e poi stop, non c'è nulla. C'è un problema che conoscevamo già da tempo, fatto sta che sono stati cambiati troppi allenatori e la Roma ha bisogno di una persona forte a Trigoria, considerando che loro non ci sono. Tra l'altro a gennaio Gasperini aveva esaltato la presenza di Ryan come se fosse un grande acquisto, proprio perché c'era bisogno di una persona che stesse lì, pronta a fare le scelte giuste. Di questo ha bisogno la Roma, di un amministratore delegato in grado di prendere decisioni. Non c'è, al momento solo in una persona ho sempre sperato cioè Malagò, come dirigente nella Roma, ma ora lui sembrerebbe indirizzato verso la presidenza federale. Poi l'unico avversario è Lotito quindi meglio lui come presidente della FIGC. Non c'è lui e quindi devi pensare a una persona che sia giusta sia per le conoscenze del calcio, sia come dirigente. A questo punto come alternativa potrei pensare a uno come Boniek, che ha esperienza ed è una persona di livello. Ma lo fanno? No, non lo hanno fatto mai finora, perché farlo ora? Un'azienda di calcio è un'azienda a sè stante e deve essere gestita nella maniera giusta con le persone giuste e dalle persone giuste, a Roma ancora di più. Tra l'altro voglio dire che Gasperini è questo, lui è così. Non è che all'Atalanta avesse sempre rapporti idilliaci con i direttori sportivi. Lì aveva uno dei migliori, cioè Sartori. E malgrado tutto aveva dei rapporti conflittuali. È un carattere particolare lo si sapeva già. Lo sapeva anche Ranieri che ci ha detto un bel po' di bugie fino a adesso... Ora ha detto che non fa il garante di nessuno. Sapeva perfettamente il tipo di personaggio fosse, allora il fatto di non saperlo poi gestire è un problema. Forse non c'è stata chiarezza con loro su quale fosse il programma, il progetto messo sul tavolo, cosa si è chiesto a Gasperini. Tipo portare la Roma in Champions ma quello ha detto che è un obiettivo suo e farà di tutto per farlo. Far crescere i giovani? Non lo so, sinceramente. O magari gli erano stati promessi acquisti che non si possono fare per i vincoli del FFP. I problemi ci sono e ci sono tante contraddizione. Il problema ricade alla fine sulla proprietà, prima responsabile, che non prende alcun tipo di posizione. Noi speriamo che si possa vincere sabato, nonostante i problemi; ma se non si vince, rinunciando quindi quasi alla Champions? Che succede? Riesplode tutto? E se non avessimo vinto col Pisa, che cosa sarebbe accaduto? Io mi preoccupo di questo. I problemi si affrontano a giugno, ma una decisione va presa ora. A giugno, la Roma deve capire se ci sarà Gasperini o no. Altrimenti, si ricomincia tutto da capo: sarebbe il sesto allenatore in sei anni. Parliamo di imprenditori che c'entrano poco col calcio. Continuano a fare errori e a rimetterci siamo noi".
Su Roma-Atalanta? A chi ti affidi?
"Dovremo sperare di avere Mancini, Ndicka ed Hermoso. Per il resto, a chi ti affidi? A centrocampo ci sono Cristante ed El Aynaoui, forse Pisilli in panchina, a mezzo servizio. Coi Mondiali di mezzo, i giocatori cercano anche di non forzare i tempi. Ci sono Celik e Rensch sulle fasce, oppure Tsimikas, ma meglio che lascio perdere... Quello che ha fatto col Como è stato veramente brutto. Mi avrebbero strappato il microfono. Poi ci sono Soulé e Malen, menomale che c'è lui. Non so chi metteranno, Venturino o El Shaarawy. Il primo ne ha fatta solo una da titolare, non ci sono grandissime alternative. Dobbiamo sperare che tutti diano il massimo. In molti la fatica si fa sentire e vedere e il problema diventa evidente. Speriamo di vincere, altrimenti si creerebbero nuove polemiche. Io monitoro sempre i voli: se arriva Friedkin, significa che qualcuno sta per essere cacciato. Ancora non è arrivato, menomale... Si vive alla giornata e così non doveva essere in questo momento, abbiamo buttato tutto a causa di quel gol di Gatti. Bastava evitarlo per stare al posto della Juve. Possiamo giocarcela ancora, con poche chance".
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