AS Roma

Garanzia scaduta. Ranieri fa retromarcia

Meno di un anno fa Sir Claudio si definiva il garante del nuovo progetto

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Davide Fidanza
11 Aprile 2026 - 19:17

«È stato scelto lui e tra tanti nomi ho fatto il suo perché sono convinto che la Roma abbia bisogno di una personalità forte, di un allenatore che non si accontenta mai, che è sempre sul pezzo, che è sempre incavolato, che non gli sta mai bene niente. Ci siamo sentiti a gennaio e poi alla fine del campionato, è stato tutto molto pratico. Sarò un amico che proverà a risolvergli i problemi».

Era il 17 giugno del 2025 quando Ranieri, presentando Gasperini in conferenza stampa come nuovo tecnico della Roma, rivendicava la paternità della scelta e le relative motivazioni. Frasi che, a meno di un anno di distanza, sembrano essere lontane anni luce dal concetto espresso dallo stesso Senior Advisor due sere fa prima di Roma-Pisa: «Avevamo proposto 5-6 allenatori, tre non sono venuti e poi la società ha scelto Gasperini. Il tecnico ha avallato ogni acquisto, abbiamo cercato di consegnargli una squadra che l’anno scorso è arrivata ad 1 punto dalla Champions». Una bordata inaspettata, forse inadeguata per tempistiche e modalità, che non ha fatto altro che confermare i dissapori interni oramai comunque noti a tutti.

Una retromarcia da parte di un Ranieri nelle vesti di un ruolo pieno di zone grigie fin dal principio. Lo stesso Sir Claudio il 15 novembre del 2024, giorno della conferenza stampa nella quale veniva annunciato come tecnico, aveva parlato di sè stesso come di un  futuro dirigente della Roma, salvo poi fare marcia in dietro qualche mese più tardi: «Il destino ha voluto che finissi qui come allenatore e poi dirigente. E come allenatore e dirigente che sta dentro questa società devo aiutare i Friedkin a far andare le cose per il verso giusto. Sarò il garante del progetto». Questo aveva detto inizialmente Ranieri prima del ridimensionamento del suo incarico comunicato qualche mese dopo, nel quale specificava che non sarebbe stato un dirigente della Roma bensì solamente un consigliere dei Friedkin. Una figura esterna, in prima linea però nella scelta dell’allenatore e nella presentazione dello stesso ed in prima linea anche due sere fa nell’andare  di fronte alle telecamere a disconoscere il progetto presentato: «Sono disposto a farmi da parte se non verrò ascoltato. Non faccio il garante di nessuno».  

Un’ambiguità mai del tutto risolta che tutto ha fatto fuorché aiutare la Roma a strutturarsi a livello societario come tutti speravano potesse fare l’ingresso di Ranieri. Una vicenda ricca di contraddizioni e dissapori, che lascia nei tifosi l’amarezza per l’ennesimo progetto che sembra essere destinato a sfumare. 

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