Gasperini: umanità e romanità
Un tecnico che col lavoro ha già messo la Roma prima di tutto. Un uomo che ha scelto la Roma: sta a noi adesso stare con lui
(GETTY IMAGES)
Io spero solo che resti per altri dieci anni. La conferenza stampa di Gasperini è stata... Gasperini. Un lavoratore, un artigiano del calcio, che ha fatto capolavori e qualcuno ancora non se ne accorge, che ha dedicato il tempo a fare del suo meglio e che, soprattutto questo, mai mai mai si è dato alibi. Chi chiede una squadra più forte o giocatori è chi si prende le proprie responsabilità. A Roma pochi lo hanno fatto. Ma più delle frasi buone per i social (la Roma prima di tutto, conta la squadra, bisogna farlo per la gente) è la commozione per il suo passato messo in discussione dalla meschinità delle chiacchiere. Un uomo che ha lavorato 9 anni a Bergamo, 8 a Genova, che a Crotone è ancora adorato ecc che deve quasi giustificarsi e dire (quasi dirsi) "non sono poi così una brutta persona".
Esasperato dalle cattiverie (ah sapeste cosa si dice, dal figlio che guadagnerebbe del suo lavoro, al suo carattere, ai suoi amici, presunti e reali...). No Mister, io spero che tu possa restare, innanzitutto perché sono Romanista e credo che con te la Roma possa vincere. E poi proprio perché è una bella umanità quella che ci ha fatto vedere a Trigoria.
E la Romanità? La Romanità è una categoria dell'anima non solo la carta d'identità, la romanità è un modo di onorare questa città e i suoi sentimenti e il modo più serio è il lavoro.
La Romanità non è solo un H501, chiedere a Delvecchio, Aldair, a tanti... Pensate a Losi, Venturi... Chiedete a De Rossi, Pellegrini, a Totti che pensano di Gasperini.
Ma solo se vi serve, solo se non vi bastano non tanto le lacrime, ma la forza delle parole dell'allenatore della Roma: Gian Piero Gasperini.
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