Pagelle

Le pagelle di Bologna-Roma 0-2: meno Malen che ci sei

Le giocate da urlo di Dony decidono la sfida: controlla, tira, assiste (e segna) come nessuno. El Aynaoui partecipa alla festa: 8 volante. Wesley torna subito decisivo. Svilar e Mancini sono sicurezze

(IPA)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
26 Aprile 2026 - 06:30

Ripartenza. Nei gol che decidono la sfida del Dall’Ara e soprattutto nell’atteggiamento della squadra dopo giorni che definire difficili è puro eufemismo. La fa invece facile la Roma, cui basta un tempo per disfarsi di un Bologna già in vacanza e continuare a coltivare speranze di alta classifica.

IL MIGLIORE - 8 MALEN. Primo tempo da cineteca, che meriterebbe di essere mandato a tutte le scuole calcio per formare le punte del domani, tanto è un perfetto compendio di cosa fare, fra fiuto del gol, controlli orientati, postura, doti tecniche e capacità di servire assist. All’avvio fulmineo in tutti i sensi con stop e tiro in un nanosecondo, seguono il bis mancato di un soffio e la doppia giocata da urlo che chiude game, set e match: tacco prima, delizioso cross di esterno poi. Clonatelo.

L'ALLENATORE - 7 GASPERINI. Considerate le premesse settimanali, avrebbe tutto da perdere senza i tre punti. I suoi  però lo seguono fedelmente mettendo subito la sfida in discesa e poi controllandola.

6,5 SVILAR. Per mezz’ora può limitarsi a guardare le spalle ai compagni, fin quando deve intervenire di piede. Il suo rinvio di pugno genera la ripartenza che vale il raddoppio. Nel secondo tempo deve ringraziare la traversa, ma a inizio recupero è tutta farina del suo sacco l’intervento che tiene il match in ghiaccio. Custode.

6,5 MANCINI. Comincia con qualche brivido quando si fa sfuggire Castro in area (ma rimedia). Poi però frena chiunque capiti dalle sue parti, con le buone o meno e in ogni posizione del reparto arretrato. Sicurezza.

6,5 NDICKA. In totale controtendenza con la prestazione di coppa, stavolta concede appena le briciole a Castro. Punta tutto o quasi sull’anticipo e la scelta non si rivela azzardata. Il vero rammarico è non averla adottata anche in EL. Meglio tardi che mai.

6 HERMOSO. Controlla senza eccessivi affanni Orsolini. Ma inizio ripresa rimedia un giallo severo quanto pericoloso per il prosieguo della partita. E Gasp gliela risparmia.

6 CELIK. Puntuale in fase difensiva, in particolare quando deve aiutare a tamponare Rowe. Poco preciso nella metà campo avversaria. Per non variare abitudini. A metà gara esce per una noia muscolare.

7 EL AYNAOUI. Confermato titolare, impiega pochi minuti a ribadire la sua inclinazione alla verticalità immediata e pesca Malen per l’1-0. Da lì in poi l’intesa cresce fino a sublimarsi quando Don ricambia il favore, che propizia il 2-0. Neil acquista sicurezza e cresce. Peccato solo per il cartellino che gli costerà Fiorentina e continuità.

6 CRISTANTE. Si dedica in prevalenza alla fase difensiva, arginando con profitto la manovra bolognese. Si supera quando placa lo sprint di Rowe, che viaggia ad altre velocità. Meno proficuo in possesso di palla.

6,5 WESLEY. Rientra dopo un mese, gli avversari provano subito a intimidirlo e viene preso di mira due volte in 6 minuti: nella seconda però ha già avviato l’azione del vantaggio. Così come a fine tempo entra in quella del raddoppio. Dopo l’intervallo resta più sulle sue ma può aiutare dietro. Bentornato.

6,5 PISILLI. Elastico fra centrocampo e trequarti, corre tantissimo pagando in lucidità negli ultimi metri. Ma l’applicazione è encomiabile.

6 SOULÉ. Non ancora al meglio dopo il lungo stop, si impegna molto (ripiegando più del solito) eppure si vede poco. Rodaggio da completare.

6,5 RENSCH. Un tempo disputato con attenzione e interventi puntuali.

6 GHILARDI. Rileva Hermoso, ma si sistema dal lato opposto. Appena entrato commette un’ingenuità tutto sommato veniale, ma le urla di Gasp lo rimettono sulla retta via.

6 VAZ. Ingresso volitivo: prima largo, poi centravanti, lotta nonostante la gara sia ormai assestata.

S.V. DYBALA. L’importante era tornare ad annusare il profumo del campo in vista della volata finale. Lo fa per un quarto d’ora, al piccolo trotto. Per questa volta può bastare.

S.V. ZIOLKOWSKI. Pochi secondi in pieno recupero, senza toccare palla.

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