Le pagelle di Roma-Fiorentina 4-0: ci porta in alto Malen
A Don manca solo il gol: manda nel panico i viola, coglie due traverse e delizia con l’assist. Pisilli tuttofare: mediano e regista, maratoneta e pokerista. La miglior difesa è d’attacco con due reti
(GETTY IMAGES)
Travolgente. La Roma si fa ingolosire dai risultati delle contendenti in classifica e cala il poker sui resti della Fiorentina, cogliendo anche una piccola rivalsa rispetto all’anno scorso. Ora tutto (o quasi) è possibile.
S.V. SVILAR. Potrebbe ingannare il (primo) tempo contando ognuno dei 61.307 dell’Olimpico. Il palo di Braschi a inizio ripresa lo risveglia dal torpore, ma nemmeno sarebbe così necessario. Annoiato.
7 MANCINI. Gli bastano pochi minuti per mettere in mostra il pezzo forte della casa: stacco, torsione e palla in buca d’angolo. Da lì in poi è tutto in discesa e gli basta badare all’ordinaria amministrazione. Un paradosso per chi ha il suo ardore.
7 NDICKA. Nella serata di grande spolvero offensivo del reparto, ci tiene a non restare indietro (in ogni senso) e non è raro vederlo scattare con foga verso De Gea. Poi frena gli impeti e stoppa serafico ogni velleità fiorentina, fin quando non decide di mettere pepe sfiorando sì la rete, ma quella di Svilar.
7 HERMOSO. Gli avversari si affacciano poco dalle sue parti e va a cercare gloria nell’area opposta, dove trova assist e gol in poco più di mezzora. Mica male, mica è Malen.
6,5 CELIK. Davanti allo sguardo vigile di Montella, risfodera il vigore d’inizio stagione, partecipando alla manovra del 2-0 e fornendo costante supporto a destra. Risvegli.
7,5 PISILLI. Più mediano con licenza di costruire che trequartista. Ara il campo per tutto il match, senza risparmi perfino nel finale. Tecnica e personalità però non gli mancano, per generare quanto per concludere l’azione. Pennella il corner del vantaggio ma continua a macinare chilometri. E la firma sul poker è il meritato premio. What else?
7 KONÉ. Un mese e mezzo di stop, ma l’intero repertorio tirato a lucido: tackle, contrasti, strappi. In una parola: dirompente. Ancora di più quando accelera da destra e regala il tris a Hermoso. Bentornato.
7,5 WESLEY. Di fronte ha Dodò, a cui qualcuno impunemente ha osato paragonarlo, al di là del look affine: al dirimpettaio fa sì e no intravedere la targa, in più firma il raddoppio. Nel secondo tempo anziché frenare si supera con recupero acrobatico e pochi secondi dopo affondo al limite dell’area viola, fermato con le cattive. Figlio del vento.
6,5 CRISTANTE. Deve tallonare Fagioli e rispetta le consegne da fedelissimo soldato gasperiniano. Il dispendio di energie gli fa cedere qualcosa in termini di lucidità, ma la fama personale non è mai stato il suo primo pensiero. Gregario di natura.
6,5 SOULÉ. Non è ancora il generatore di perle del girone d’andata, ma un po’ alla volta sta tornando a dare luce. Sia pure intermittente. Sprazzi di Soulé all’orizzonte.
8 MALEN. Si presenta a modo suo seminando mezza difesa viola, scuotendo la traversa e conquistando il corner da cui nasce l’1-0. I fiorentini non sanno come fermarlo e causa il giallo di Pongracic. Poi cerca in tutti i modi di mettere la propria griffe sulla festa, puntando la porta anche quando un normale terrestre non ci penserebbe nemmeno, ma di nuovo la traversa si frappone fra Don e la classifica dei bomber. Allora indossa i panni dell’assistman raffinato e bissa il cross d’esterno di Bologna. Semplicemente mostruoso.
6,5 EL SHAARAWY. Tutti si aspettano la Joya, ma tocca prima a lui e la voglia certo non gli manca.
6,5 GHILARDI. Entra a gara in ghiaccio, gioca come fosse sullo 0-0. Tempra guerriera, degno erede di Mancio.
6,5 DYBALA. Rieccolo, accolto da un boato. Si muove, dà indicazioni, ci prova anche. Provaci ancora, Paulo.
S.V. ZIOLKOWSKI. Dentro nel finale, con la giusta concentrazione.
S.V. VAZ. Rileva superMalen e fosse anche per quello corre senza sosta.
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