Se è vero il proverbio per cui "il buongiorno si vede dal mattino", lo è altrettanto il suo contrario, per lo meno per quanto riguarda la Roma attuale. Per i giallorossi anche la giornata negativa si vede fin dai primi minuti di gioco.

La sconfitta di sabato è clamorosa in tal senso e fa storia a sé, ma evidenzia un dato che deve far riflettere Paulo Fonseca e i suoi giocatori. Andata in svantaggio in nove occasioni nell'arco di questa stagione, la squadra è riuscita soltanto una volta a ribaltare la partita e a vincerla; in una circostanza è arrivato il pareggio (all'Olimpico contro il Cagliari), mentre sette sono state le sconfitte.

Un dato preoccupante, che fa emergere limiti caratteriali e mentali di una Roma che deve crescere se intende lottare per un posto in Champions League. Lo stesso Fonseca, dopo il ko con il Sassuolo, ha fatto presente che «dopo il primo gol subìto, abbiamo perso testa ed equilibrio». Più chiaro di così...

Un solo successo

Il primo campanello d'allarme, per così, suona il 25 settembre a Roma contro l'Atalanta: ma in quel caso il vantaggio nerazzurro arriva al 70', il tempo a disposizione per rimontare è veramente poco e nel finale i giallorossi subiscono un'altra rete.

Undici giorni dopo, di nuovo all'Olimpico, il Cagliari passa in vantaggio con Joao Pedro; tempo 5' e pareggiamo i conti. Nel secondo tempo è assedio giallorosso, ma le decisioni arbitrali ci impediscono di andare a vincere una partita che avremmo meritato. Riusciamo a pareggiare l'iniziale svantaggio anche in Europa League, a Moenchengladbach, ma allo scadere Thuram ci beffa, complicando il nostro cammino nel girone. Copione simile alla gara con l'Atalanta anche a Parma, dove il gol di Sprocati al 68' ci taglia le gambe e allo scadere Cornelius raddoppia.

L'unica volta in cui dagli spogliatoi la Roma riesce a tirare fuori il coniglio dal cilindro è il 15 dicembre contro la Spal: sotto all'intervallo (gol di Petagna su rigore al 44'), nella ripresa riusciamo a ribaltare il risultato e a prenderci i tre punti.

Con il nuovo anno, però, la difficoltà di recuperare le partite torna a farsi vedere: con il Torino andiamo sotto al 45', attacchiamo a spron battuto, salvo poi incassare lo 0-2. Con la Juve l'avvio-choc regala due gol ai bianconeri e nella ripresa si riesce soltanto a ridurre le distanze. Altro primo tempo da dimenticare contro la squadra di Sarri, stavolta in Coppa Italia: partenza incoraggiante, poi il primo gol juventino ci taglia le gambe e all'intervallo è 3-0 per loro.

Sabato al Mapei accade più o meno lo stesso, ma un conto è la squadra campione d'Italia da otto anni, un altro la formazione di De Zerbi. Questione mentale, soprattutto. Ma il coraggio cui fa spesso riferimento il tecnico deve uscire soprattutto in queste circostanze.