AS Roma

L'Olimpico avvicina il ritorno del Re Totti

Dalla rimpatriata ai discorsi che proseguono. Gasp, Ranieri e Massara benedicono. Immancabile l'affetto della sua gente e il ruolo sempre in via di definizione

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Gabriele Fasan
11 Febbraio 2026 - 06:30

Prove generali, o qualcosa del genere, per Francesco Totti lunedì sera all’Olimpico in occasione di Roma-Cagliari. Un’ovazione dello stadio a ogni inquadratura, la prima, timida, con lo stadio ancora semivuoto prima dell’incontro, quando l’ex numero 10 romanista è stato inquadrato nel sottopassaggio sotto la Curva Sud, insieme al figlio Cristian. Poi sguardi e sorrisi in tribuna autorità, accanto agli amici di sempre, Vito Scala e Vincent Candela, due punti di riferimento per Francesco. Sorrisi condivisi anche dal campione d’Italia 2001 francese sui suoi social.

Dopo la lunga assenza dall’impianto del Foro Italico (l’ultima volta fu Roma-Bayer Leverkusen nell’era Mourinho e con il gol di Bove), il ritorno allo stadio è arrivato come un primo punti di disgelo con un’altra tedesca e sempre in Europa League, con lo Stoccarda il 22 gennaio scorso. A suggellare un rapporto definito «ottimo» tra il Dieci e i Friedkin dal direttore sportivo giallorosso Ricky Massara proprio in occasione del pre-partita della gara di campionato contro i sardi. E ad accelerare, con tutta probabilità, il rientro in società dell’uomo che forse più di tutti nel tempo ha rappresentato e identificato la Roma: «Francesco è la storia di questo club. Sull’eventuale ritorno sono valutazioni che attengono alla proprietà che vuole solo il bene del club. Faranno valutazioni a tempo debito riguardo questa possibilità». Un ritorno a casa che in molti, i più vicini ma anche i più lontani, danno ormai per fatto, o comunque in via di definizione. L’ha abbracciato Ranieri in tribuna l’altra sera. «Se torna Totti lo faccio giocare subito!», ha scherzato giorni fa in conferenza stampa Gian Piero Gasperini, come a preparare il “ben tornato” dello storico Capitano. 

Sono lontane quelle frasi buttate a mezza bocca del 2020, dopo l’uscita di scena di Pallotta e soci e dell’arrivo degli imprenditori texani: «Nessun contatto, cavolate». O quelle del 2021, quando Mourinho per primo l’avrebbe accolto volentieri ma - nonostante la partnership di Totti con Digitalbits, allora main sponsor della Roma, non se ne fece niente: «Sono due cose distinte, non vuol dire che torno. Nessuno mi ha chiamato, ma se mi chiamano mi siedo». Forse proprio grazie allo Special One Totti ci aveva creduto, o sperato, per poi chiudere  di nuovo la porta, anche se non definitivamente, nel 2024: «Non mi hanno cercato, quindi non torno mai più… però se mi chiamano ne parliamo». «Se chiamasse la Roma ci penserei», ha detto poco meno di un anno fa. E ora che i dialoghi sono in corso si cerca la quadratura del cerchio, per riportare la chiesa al centro del villaggio. Totti alla Roma. Per celebrare la società giallorossa nell’anno in cui si raggiunge la cifra tonda: in preparazione del 2027, anno del centenario, i Friedkin vogliono fare qualcosa di grande. E come può non esser partecipe - intanto in quanto simbolo di Roma e della Roma (poi da cosa nasce cosa, magari...) - colui che ancora oggi i tifosi giallorossi definiscono «il Capitano»? Tempo al tempo, dunque, ma il ferro è caldo e sarà presto battuto.

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