Otto di lavoro, quelli che sono passati dal primo progetto, si stanno concentrando in pochi giorni ed in una febbrile attesa. Le ragioni dell'attuale stallo sono frutto da una parte di una profonda debolezza politica dell'attuale maggioranza, dall'altro di delicati equilibri finanziari prossimi ad essere stravolti.

Il passaggio di consegne della Roma dalle mani di James Pallotta a quelle di Dan Friedkin impone una cautela comprensibile a tutto ciò che ruota intorno agli interessi del club, stadio in primis. Le parti continuano a lavorare per limare gli ultimi dettagli della Convenzione urbanistica. Un documento che sarà articolato su più atti, nello specifico su quattro documenti distinti che regoleranno i lavori sull'area di Tor di Valle.

I primi tre saranno tra Campidoglio e Regione Lazio sulla Ferrovia Roma-Lido, tra Campidoglio e Città Metropolitana sull'unione di via del Mare e via Ostiense, ed infine tra proponenti e Acea sui lavori di mitigazione degli odori dell'impianto di depurazione di Roma Sud, il più grande d'Europa. Questi tre testi, una volta approvati, confluiranno nel testo definitivo della Convenzione tra privati (che nella bozza sono Eurnova, Stadio TDV spa, e TDV Real Estate) e Campidoglio. La sensazione è che si debba solo decidere di voler chiudere per farlo. Ed in questo senso si preferisce attendere il passaggio di consegne.

Stesso discorso, anzi forse ancor più forte, va fatto per il passaggio di Eurnova (l'altra società proponente) dalla famiglia Parnasi al gruppo dell'imprenditore ceco Vitek. Qui si sta lavorando con la mediazione di Unicredit, ed i tempi potrebbero essere di poco più lunghi rispetto alla cessione della Roma. Questa trattativa interessa però molto di più all'amministrazione cittadina, che si vedrebbe così liberata dall'ombra di Luca Parnasi, e soprattutto delle inchieste che lo coinvolgono.

Anche l'ultimo filone delle indagini della Procura purtroppo si lega profondamente al tessuto politico cittadino. E tutto questo sta consigliando la sindaca Raggi e la sua giunta ad attendere che il campo sia sgombro da ogni dubbio. Del resto la maggioranza ha manifestato la propria debolezza in più occasioni, e non si vuole (nemmeno a Trigoria) rischiare l'ennesimo passo falso. La volontà resta comunque quella di regalare alla città il suo nuovo stadio, e con esso un trasporto pubblico ed una viabilità migliorati, e non ultimi, 4.000 nuovi posti lavoro. Tutte queste ragioni impongono ancora, nonostante tutto, quell'ottimismo da cui non ci si può permettere di allontanarsi.