Oggi sarebbe dovuto essere il giorno delle carte al Comune per far partire l'iter dell'approvazione della Variante Urbanistica, ma così non sarà. Infatti entro i tempi stabiliti (la mezzanotte di venerdì scorso) sono giunte in Regione alcune osservazioni al Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi che costringeranno gli uffici tecnici della Direzione Regionale Territorio, Urbanistica e Mobilità, guidata da Manuela Manetti, a un supplemento di lavoro. Non sono previsti tempi particolarmente lunghi, forse anche solo un paio di giorni, ma le osservazioni che sarebbero giunte da Mibact e Città Metropolitana, comporteranno comunque un ritardo, il primo, alla realizzazione dello stadio. Prima di proseguire occorre però da subito essere chiari su un aspetto, non è in discussione l'approvazione del progetto, in nessun modo, ma come abbiamo scritto più volte lo sono i tempi con cui il tutto giungerà a dama. Siamo quindi al primo piccolo intoppo, dovuto a due amministrazioni che già in passato non sono state tenere nei confronti dello stadio. E se dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo guidato da Dario Franceschini era lecito attendersi qualcosa, forse lo era meno dalla Città Metropolitana, ente che ha preso il posto della vecchia Provincia e che è presieduto dal Sindaco di Roma Virginia Raggi. Si tratta, per quel che ci è dato sapere, di osservazioni di poco conto e che punterebbero solo a meglio specificare alcune prescrizioni contenute nel Verbale. Negli uffici di Roma Capitale quindi dovranno attendere ancora qualche giorno prima di ricevere la documentazione che darà il via al processo di approvazione della Variante Urbanistica al Piano Regolatore Generale e di adozione del Verbale di Determina stesso. Un'attesa che da quanto filtra non dispiacerebbe troppo agli uomini dell'Assessore Luca Montuori, alle prese in queste ore con un paio di nodi il cui scioglimento non sembra affatto semplice e scontato. In primo luogo la stesura della Convenzione tra Comune e privati.

Dai proponenti sta arrivando la massima collaborazione, ma sono molti gli aspetti che vanno oltre la volontà delle due parti. In Conferenza dei Servizi la Città Metropolitana ha preteso che alcune opere vengano realizzate sotto la propria supervisione, stessa cosa ha chiesto ed ottenuto lo Stato, la Regione ha invece demandato alcuni aspetti che rientrerebbero nelle proprie competenze al Comune di Roma. Questi aspetti vanno considerati nella stesura del documento che costituirà un vero e proprio contratto tra pubblico e privato. Secondo nodo, quello principale, è rappresentato dalla Variante al Piano Regolatore Generale. Da questo punto di vista gli aspetti che preoccupano sono due. Il primo è legato alle opere di infrastruttura, nello specifico quelle di raccordo per la viabilità. Non è un mistero come nel Verbale di Determina della Conferenza sia contenuta la realizzazione di una seconda via di accesso allo stadio, che molti se non tutti identificano con il famigerato Ponte di Traiano. Questo secondo accesso va incluso, in base alle prescrizioni, nella Variante, e sostenuto finanziariamente dall'accordo di programma tra lo Stato e Anas per la fusione di quest'ultima con FS. Un accordo che, vale la pena ricordare, il Governo ha finanziato, grazie all'ultima legge di bilancio approvata lo scorso mese dalle Camere, con 23 miliardi di euro. Non sono però affatto chiari i tempi con cui Anas realizzerà questo intervento, e questo aspetto non può essere tralasciato dai tecnici del Comune. La seconda preoccupazione relativa alla Variante è quella della procedura di adozione da scegliere. Non sarebbe infatti ancora chiaro (la legge sugli stadi è del 2016, come pure la riforma della Conferenza dei Servizi Decisoria) se sia necessaria l'adozione del Verbale prima della procedura per la Variante o se si possa passare di direttamente a quest'ultima. Balla quindi un passaggio in Assemblea capitolina, con conseguente allungamento dei tempi. Come pure non sarebbe ancora chiaro se riconoscere o meno alla Variante quel regime di urgenza richiesto dai proponenti, con a supporto una indicazione chiara e precisa dell'avvocatura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che dimezzerebbe i tempi di approvazione. Ancora poche ore o pochi giorni per capire quando potremo avere il nostro stadio.