Per il prossimo marzo il Comune di Roma dovrebbe adottare la delibera della Conferenza dei Servizi sul nuovo stadio, con la conseguente variante urbanistica, e dare il via alla fase dei primi cantieri e delle gare europee sulle opere pubbliche. Di questo si dice convinto su Facebook l'Assessore all'Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori. Un iter che, a detta dell'assessore, preveda tra vari passaggi tecnici non meno di 90 giorni dalla trasmissione della delibera della Conferenza alle amministrazioni coinvolte. "Da marzo in poi vedremo all'opera chi dovrà occuparsi della realizzazione dell'impianto" ha poi voluto specificare Montuori. Tempi lunghi quindi, e proprio per questo negli uffici della Direzione Regionale Territorio, Urbanistica e Mobilità si continua a lavorare.

La Presidente della Conferenza, Manuela Manetti, è impegnata nella stesura del documento finale che poi dovrà essere trasmesso al Comune. Per la fine di questa settimana o al massimo l'inizio della prossima si potrà avviare la nuova fase di cui ha parlato Montuori. Lavoro importante quello della Manetti, che consiste fondamentalmente nell'armonizzare le varie prescrizioni così come concordato la scorsa settimana. E proprio sulle prescrizioni non cessano le polemiche. Polemiche per lo più frutto della campagna elettorale, ma che spesso non trovano conferma nei fatti.

Come per il caso del famigerato Ponte di Traiano che dovrebbe gravare sulle tasche dei contribuenti. In realtà, come vi abbiamo già spiegato più volte, il ponte non è previsto nel progetto finale approvato, ed anche la più che generica richiesta di una seconda via di accesso dovrebbe essere presente nella delibera finale solo come indicazione e non come prescrizione. In sostanza non vi è alcun obbligo e sarà responsabilità dei vari enti (Stato, Comune, Anas) decidere se e cosa fare per migliorare la viabilità.

Si parla poi molto della Roma-Lido, confermata in queste ore come la peggior linea ferroviaria d'Italia. Al momento sono previsti due interventi, uno del Comune per circa 40 milioni di euro (finanziato dai privati) ed uno della Regione per 180 milioni. 220 milioni di euro che a detta di molti non sarebbero sufficienti a garantire l'arrivo allo stadio di almeno il 50% degli spettatori, quota questa prevista dalla delibera di pubblico interesse votata lo scorso giugno dal Comune. Anche in questo caso però non sembra vi siano particolari fattori di rischio per i proponenti, perché la prescrizione richiesta dalla Regione prevede che qualora si verifichi questa circostanza sia il Comune a dover predisporre il potenziamento del trasporto pubblico su gomma. Insomma il traffico andrebbe gestito attraverso la rete degli autobus. Probabilmente non la soluzione migliore, ma evidentemente l'unica possibile per vincolare l'amministrazione capitolina alle proprie responsabilità. Si è parlato poi di una presunta prescrizione della Città Metropolitana (l'ex Provincia) circa la realizzazione di ben otto corsie nel tratto stradale che va da Viale Marconi al nuovo stadio. In questo caso in realtà sembra vi sia stata una errata interpretazione di quanto richiesto. Così come previsto infatti dalla delibera di pubblico interesse e dal conseguente progetto presentato da Eurnova, la Via del Mare e la Via Ostiense verranno unificate nel tratto che va da Viale Marconi al Raccordo Anulare, opera questa a carico dei privati e attualmente stimata in poco meno di 40 milioni di euro. La delibera conterrà come prescrizione l'obbligo alla realizzazione di due corsie per senso di marcia. Voler considerare questo obbligo non per una nuova strada unificata, ma per due strade separate (che in quanto tali non esisteranno più), e quindi la realizzazione di ben 8 corsie, è per l'appunto un grossolano errore di interpretazione. In caso contrario difficilmente ci sarebbe stato il via libera martedì della scorsa settimana. Insomma, come detto e scritto più volte, lo stadio si farà. E da questa decisione non si torna indietro.