Nel pomeriggio di ieri presso l'Ex Dogana di Viale dello Scalo San Lorenzo, si è tenuta la presentazione di "Dimmi cos'è", libro scritto dal nostro direttore Tonino Cagnucci e Luca Pelosi ed edito da Skira, in cui si raccontano i novant'anni della Roma. Presenti all'evento, oltre ai due autori, il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni, gli indimenticabili ex difensori Sebino Nela e Aldair, oltre al conduttore d'eccezione Gabriele Cosmelli, speaker della radio ufficiale giallorossa. «La storia della Roma è una storia senza fine – l'esordio del dg giallorosso che per primo ha preso la parola – perché è patrimonio di una comunità e delle sue emozioni, che non muoiono mai. A partire dall'insediamento di questa proprietà abbiamo cercato di recuperare e organizzare questa prima parte di storia, con l'aiuto prezioso di un dipartimento dedicato proprio all'archivio storico. Non si può infatti costruire un'identità senza una memoria. Si è trattato di un lavoro piuttosto difficile, poiché parliamo di centinaia di migliaia di oggetti e fotografie e questo sforzo è stato finalmente messo su carta ed ora è fruibile a tutti. La Roma è una fede e una parte di noi. Una famiglia e per sempre lo sarà. È la storia, senza fine di tutti noi».

Il libro ripercorre i novant'anni dalla nascita della Roma attraverso fotografie mai viste prima e i pregevoli disegni di Fabio "Hot Stuff" Redaelli. Ma lo fa in una maniera atipica per un libro con così tanti dati e documenti storici, con un bambino che viene letteralmente guidato alla scoperta di questo magico mondo da uno degli assoluti protagonisti della storia giallorossa: Agostino Di Bartolomei, eterno capitano. «"Dimmi cos'è" è un percorso continuo di ogni tifoso - ha affermato Luca Pelosi - una domanda che tutti possiamo porci. È un libro con illustrazioni fantastiche, ma non è un fumetto. È la storia di un uomo che racconta la Roma ad un bambino, ma non è un libro per bambini. E' un libro sulla storia, ma non è un libro puramente storico. Probabilmente "Dimmi cos'è" è chiederselo sapendo che la risposta potremmo non trovarla. La storia della Roma è come il racconto de "La storia infinita", è quella cosa che batte in petto di fronte ai colori, al simbolo e al nome di questa città. La risposta che noi proviamo a dare parte soprattutto dalle emozioni e dai sentimenti». Una domanda dalla risposta difficile, personale. Di quelle per cui «è anche giusto non rispondere perché si parla di un sentimento così intimo e travolgente – l'esordio di Tonino Cagnucci – Si deve sentire la necessità di raccontare la Roma, raccontarla è un dovere. Un giorno ebbi la fortuna di intervistare il signor Michetti, giocatore dell'Alba. Parlandoci disse che la Roma c'era prima della sua stessa nascita poiché la città non aspettava altro che essa. La Roma è stata un'attesa. Ed è importante tutelare questo patrimonio della città».

Emozioni e sentimenti che hanno contraddistinto anche le carriere di Sebino Nela ed Aldair. «Sono orgoglioso della mia storia e di aver fatto parte di una squadra rispettata in Italia e in Europa, anche se avremmo potuto fare di più – le parole del protagonista del secondo scudetto – Forse le giornate più belle sono state quelle delle sconfitte, perché sono quelle le giornate che ti fanno conoscere veramente il popolo romanista. A vincere sono capaci tutti, in tutto il mondo. Tutti erano estasiati dall'Olimpico e dal suo ambiente, c'era invidia verso i nostri colori. Alla domanda "Dimmi cos'è" paragonerei il momento dell'innamoramento, quando si è possessivi e gelosi e il cuore batte a mille. La presentazione del libro potrebbe essere questa, anche se è difficile spiegare. Quando indossi questa maglia hai i brividi come quando sei innamorato». Dal campione del secondo a quello del terzo scudetto, Aldair: «La Roma è passione, amore, sangue. Qui ho trovato compagni stupendi, una vera famiglia. La mia storia è stata bellissima e sono contento di tutti gli anni passati in questa società. Questo amore mi è rimasto dentro».

Un amore che come la storia è senza fine, un libro per conservarne le tracce lungo novant'anni di percorso. «A proposito della Coppa dei Campioni, c'è quella pagina in cui Agostino dice che qui inizia tutto. È una frase fondamentale perché tutte le cose sono destinate a finire, ma al tempo stesso ricominciano proprio in quell'istante», la chiosa finale di Marisa Di Bartolomei, invitata sul palco tra gli applausi dei presenti. Perché senza memoria non c'è futuro.