Punto e virgola

La forza del lavoro: non temere le due in più

Il marziano Gasperini e le regole del “suo” calcio

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
29 Gennaio 2026 - 06:30

In un momento della stagione in cui ogni allenatore maledice il calendario denso che Uefa e Lega calcio assicurano alle big del calcio italiano tra febbraio e maggio, arriva un marziano - lo stesso che in un’altra conferenza stampa europea se ne uscì con una frase diventata cult tipo «Ma perché qualcuno dovrebbe riposare? Stanotte riposiamo, poi domani si gioca» - a chiarire un concetto  che a quanto pare solo a lui sorprende: non sarebbe un problema per la Roma giocare due partite in più a febbraio nel caso in cui nel gruppone europeo non arrivasse tra le prime otto. Anzi: «Se la Roma è cresciuta così tanto è anche perché ha giocato tanto e frequentemente. Quindi eventualmente giocare due partite in più non può essere un problema». Dalla sua Gasp ha la forza del lavoro: e per come è concepita la sua filosofia calcistica (già, il “suo” calcio: evidentemente diverso da tutti) la sua squadra più gioca più acquisisce struttura, identità, consapevolezza. Chi crede nella forza del gioco è contento di avere sempre nuovi esami. 

È lo stesso marziano che in qualche modo si è detto dispiaciuto per la novità che tempo fa ha rassicurato il 99% dei suoi colleghi: la possibilità di effettuare cinque sostituzioni. Per lui, un problema: perché ha dato agli altri la possibilità di sfruttare le forze fresche dei sostituti rinnovando quindi le energie dei sostituiti. Le energie dei suoi giocatori, invece, non si esaurivano mai perché sulla preparazione atletica gli uomini del suo staff sono avanti a tutti gli altri. E la storia dell’Atalanta di Gasperini si è fondata sui secondi tempi in cui “montava sopra” ai suoi avversari, demolendoli proprio fisicamente. E quindi il messaggio che adesso arriva ai giocatori della Roma è uno solo: se anche fossimo costretti a giocare il playoff, che nessuno si tiri indietro con doloretti e dolorini, perché giocare di più fa bene.

E su questo tema qualche malinteso deve essere sorto anche tra le mura di Trigoria. Quando a margine di una conferenza stampa qualche settimana fa confessò di essere contrario ai continui controlli strumentali sui muscoli dei giocatori, quando disse che quando sono infortunati i giocatori non devono stare a riposo ma allenarsi di più, ovviamente salvaguardando solo il muscolo leso, quando si arrabbia per le indisponibilità preventive dei giocatori (rimarrà nella storia di questa stagione l’esclusione di Wesley dai convocati di Cagliari, nella partita persa anche per il contributo di Palestra sulla fascia orfana della contrapposizione del brasiliano, con il giocatore che il giorno dopo a Trigoria si è allenato senza alcuna incertezza), sembra davvero voler indicare un’unica strada: lavoriamo sul campo, senza scuse e senza alibi, e presto o tardi arriveranno i risultati che il popolo romanista sta aspettando da tempo. Destinazione Paradiso.

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