Avviso ai naviganti: si lavori per la Roma
Ranieri, Massara e Gasperini sembrano camminare su rette parallele che non si incontrano mai, ma un modo per restare uniti bisognerà trovarlo. Questo finale di stagione lo merita
(GETTY IMAGES)
Anche se la vita sembra scorrere tranquilla, tra una vittoria sfumata contro un ex che da Trigoria è fuggito e un’altra inseguita contro un altro ex che più di altri ha rappresentato il disagio di come dalle nostre parti si possano complicare storie apparentemente serene, forse è il caso che qualcuno cominci a mettere un freno alle indiscrezioni che continuano a mettere su posizioni assai distinte i protagonisti della nuova e si spera vincente stagione romanista.
Ranieri, Massara e Gasperini sembrano camminare su rette parallele che non si incontrano mai, nonostante il totale (o quasi) gradimento che ciascuno di loro gode presso la tifoseria giallorossa e la fiducia molto solida che Friedkin ha riposto in loro. Ma la realtà oggi ci racconta altro. E noi che da questo giornale abbiamo accompagnato questo progetto con entusiasmo sin dalle prime battute, e alla vigilia di un finale di stagione assai promettente, non possiamo che auspicare che si trovi una modalità di collaborazione che consenta a tutti di lavorare ciascuno secondo le proprie competenze per arrivare insieme all’obiettivo comune.
Oggi, spiace dirlo, ma non sembra così. Basta mettere insieme i puntini che la realtà tratteggia ogni giorno. Dal mercato passato a quello futuro, dalle questioni mediche a quelle organizzative, dall’under 23 alla vicenda Totti, non c’è stato un argomento extracampo su cui si è avuta l’impressione che a Trigoria ci fosse identità di vedute. È solo un’impressione? Speriamo tutti sia così, ma chiunque oggi metta piede nella sede romanista poi uscendo racconta una realtà differente.
E mentre diversi giornali riportano indiscrezioni sui possibili candidati alla figura di nuovo responsabile del settore giovanile (e ci chiediamo che se ne farà dei Conti e dei De Rossi, e magari chi voglia il ritorno di Tarantino oppure chi quello di Vergine, ammesso che siano buoni i nomi che vengono fatti; e anche qui la speranza è che si porti qualcuno realmente in grado di continuare il grande lavoro fatto nel recente passato); e mentre ci tornano a mente le parole su Gasperini nei giorni in cui Ryan è stato a Trigoria («per fortuna è qui, altrimenti molte operazioni non si sarebbero potute fare») e le altre sull’organizzazione («è a Trigoria che bisogna fare le cose fatte bene»); e mentre pensiamo alla recente riunione/chiarimento di tutti i medici a Trigoria (i consulenti in Svizzera e i responsabili in Italia, tranne uno che è stato già allontanato a novembre); e mentre i giocatori continuano a saltare (l’ultimo, ieri, Dybala, mentre di Ferguson e Dovbyk si sono perse le tracce, così se a Malen viene un raffreddore il più esperto dietro di lui ha diciannove anni); e mentre nessuno sa rispondere alla domanda sull’allestimento o meno della squadra under 23; e mentre la vicenda Totti, riaccesa da Ranieri in un’intervista a Sky tra la sorpresa generale, ha vissuto un’improvvisa e a quanto pare inopportuna accelerazione con la cena con Gasperini e Candela; e mentre tutto questo, a Trigoria bisogna concentrarsi per preparare al meglio la partita di domenica col Genoa e quello successivo di Como, e poi il doppio confronto col Bologna, che può valere i quarti dell’Europa League. Magari non serve a niente ribadirlo, ma a nessuno venga in mente oggi di immaginare un futuro senza Gian Piero Gasperini. Ci metta mano il presidente Friedkin, prima che le questioni si complichino.
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