Punto e virgola

Gasperini il mago trasforma tutto in oro. Ma non basta

I frutti già si vedono e il popolo Romanista risponde entusiasta. Eppure la sensazione è che manchi poco per il vero salto di qualità

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
01 Febbraio 2026 - 06:30

Il Napoli ha vinto, ma ieri Conte aveva la faccia di un condannato a morte davanti a un plotone d’esecuzione. L’ultimo infortunio in ordine di tempo, quello serissimo di Di Lorenzo (auguri!), lo ha evidentemente prostrato. Eppure il Napoli ha vinto, è salito a quota 46, al terzo posto, a un punto del Milan. Ma Conte sente che il destino gli sta togliendo la possibilità di lottare con l’Inter che oggi affronterà la Cremonese e probabilmente volerà a 55, nove punti sopra. Dietro è uno sbattimento senza tregua: c’è il Milan che dopo aver preso Fullkrug attende Mateta; c’è la Juventus che ha in rosa Yildiz, Conceicao, Zeghrova, Openda, David e l’infortunato Vlahovic (che dovrebbe tornare a marzo), più centrocampisti offensivi tipo Koopmeiners, Adzic e McKennie, e ha messo in cantiere di spendere cinque milioni per il solo prestito di Kolo Muani; c’è poi il Como che ha speso più di tutti quest’anno e c’è l’Atalanta che ha scambiato sostanzialmente Raspadori con Lookman (sempre che si trovi ora l’accordo con l’Atletico Madrid per il nigeriano). Soldi spesi per un’unica speranza: entrare in Champions League, per alimentare ulteriormente il carrozzone. 

Anche la Roma ad Atene ha giocato con sette attaccanti: Soulé, Pellegrini, El Aynaoui, Rensch, Tsimikas, Della Rocca e Angeliño. Tre terzini, un centrocampista, due trequartisti e un ragazzino all’esordio. Un centravanti era in infermeria, un altro non si è capito perché non ci fosse (contusione, pare), Dybala infiammato, El Shaarawy pure, mentre Venturino, Malen, Robinio Vaz e Arena bivaccavano fuori dalla lista dei convocabili. Ad Atene è stata un’emergenza, probabilmente l’ultima della stagione, ma quel che continua a mancare è l’attaccante di piede destro che possa giocare a sinistra, l’omologo di Dybala o Soulé che possa alzare il livello tecnico della Roma fino a farla diventare una naturale interlocutrice per chiunque ambisca ai primi posti della classifica. Se i Friedkin hanno scelto Gasperini per la Roma è perché ne hanno riconosciuto le straordinarie doti di allenatore ma anche per le sue capacità di valorizzazione dei giocatori della rosa che gli viene messa a disposizione.

I frutti già si vedono, insieme con i risultati. E il popolo romanista risponde entusiasta: non sempre si è divertito quest’anno, ma ha sempre visto la squadra spingere al massimo delle proprie possibilità e quasi sempre questo a Roma è bastato per garantire l’appoggio. Eppure la sensazione è che alla Roma manchi poco per il vero salto di qualità, che sia la squadra con i maggiori margini di miglioramento, che il potenziale non sia ancora totalmente espresso. E se arrivasse un altro rinforzo, quello che Gasperini chiede ormai da sette mesi, nessun traguardo sarebbe precluso. Nkunku pare saltato (peccato!), forse arriva Zaragoza, un clone di Conceicao. Sarebbe già qualcosa.

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