Ogni pallone un’emozione
La realtà è che ogni volta che gli arriva un pallone lo rende giocabile, pericoloso e lo trasforma in oro. Con prestazioni e numeri Malen sta facendo innamorare una tifoseria
(GETTY IMAGES)
Andare allo stadio regala emozioni. Basterebbe questo, certo. Ma non è questione di poco conto, anche, l’opportunità d’avere una visione d’assieme dei movimenti delle squadre, il poter capire e riuscire a interpretare le reazioni e gli stati d’animo dell’allenatore e dei suoi collaboratori e, più in generale, si può vivere la partita in maniera completamente differente rispetto a quella guardata in televisione o, peggio che mai, ristretta nei dieci centimetri di un telefono.
Ho tenuto per ultimo, per darle maggior risalto, il privilegio di poter stare in mezzo agli altri Romanisti durante le fasi alterne dei novanta minuti, capirne così le emozioni a seconda del variare del risultato, saperne interpretare i sospiri, le esultanze, il brusio e qualsiasi altro stato d’animo: perché se ne fa parte. Tipo quando per strada si sta in mezzo al traffico senza rendersi conto di essere, noi stessi, il traffico: solo che qui i sussulti non vanno a passo d’uomo come per strada ma veloci come un controllo palla di Malen.
Lo so, il gancio per parlare dell’olandese è stato abbastanza banale però mi serviva per potervi raccontare quanto, e come, lunedì sera l’Olimpico ha vissuto in simbiosi con la prestazione e i numeri, in mezzo al campo, di questo attaccante capace con i suoi gol di far innamorare un’intera tifoseria.
Una cosa meravigliosa
La realtà è che ogni volta che gli arriva un pallone lo rende giocabile, pericoloso e lo trasforma in oro. Tocco, rapidità, lettura dell’azione, capacità di attaccare lo spazio, precisione al tiro: in tutte le circostanze in cui è entrato in gioco quelle si sono diventate reali pericoli per la Fiorentina e un sussulto dello stadio intero.
E se vederlo segnare sta diventando una meravigliosa, e liberatoria, abitudine... adesso che ha iniziato a collezionare anche gli assist – pregevole tocco d’esterno per Pisilli contro i viola – non resta che spellarsi le mani e farsi il cuore grosso senza cedere alla tentazione del “Non esaltiamoci troppo per un giocatore”: macché, di esaltarci non ne abbiamo solamente voglia ma ne sentiamo anche la necessità perché se il calcio ancora esiste è proprio per le reazioni belle, scomposte e naturali dei suoi tifosi.
Non vediamo l’ora di esplodere di nuovo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE