Ma Romanisti de più!
Esiste un antidoto a questa situazione, si chiama coesione. Quella a cui si è appellato Gasperini prendendosi, come sempre, le sue responsabilità e facendo riferimento esplicito ai Romanisti
Sono cresciuto nella convinzione che il giorno della partita è sacro.
Polemiche, idee personali, stati d’animo differenti e tutto quello che divide, anziché unire, da mettere da parte per tutelare la squadra e chiuderla dentro un’ampolla atemporale in cui la coesione deve fare da stella polare.
Questa idea, fa strano anche solo a scriverlo, l’ha frantumata Claudio Ranieri prima di ROMA Pisa.
E il resto è storia: quell’onda anomala si è trasformata in un prevedibile tsunami i cui effetti sono, e saranno, così imprevedibili da porre, maledizione, le basi per molti-troppi colpi di scena. E se c’è una cosa che proprio non serviva alla ROMA in questo periodo è questo spiacevole limbo che la sta portando a chiudere la stagione nello smarrimento generale e, quel che è peggio, a non aver ancora iniziato a programmare la prossima per via della totale incertezza che regna sovrana.
In una parola... tafazzismo.
Fuori, intanto, i Guelfi e i Ghibellini si prendono a capelli – l’effetto collaterale più prevedibile ma non per questo meno scoraggiante delle dichiarazioni di Ranieri – tra il pieno sostegno a Gasperini e quello al senior advisor che tanto senior, perciò esperto, venerdì scorso probabilmente non è stato visto che non è riuscito a governare i suoi stati d’animo al punto di sbattere, sbottando, davanti le telecamere i suoi brontolii di stomaco con lo stesso atteggiamento risentito che ogni Romanista si sarebbe aspettato, in realtà, dopo gli scempi arbitrali di Genova, parata di Malinovskyi, e Como: grottesca l’espulsione di Wesley.
Niente.
Il resto è cronaca... con la conta degli indisponibili a incastonarsi perfettamente in questo quadro di reali difficoltà: vi risparmio la lista degli assenti, la conoscete. Ma se ne avete voglia andatevi a leggere i nomi dei giocatori in panchina dell’Atalanta contro la Juventus e chiedetevi quanti sarebbero titolari, questa sera, nella ROMA.
Esiste, allora, un antidoto a questa situazione?
Esiste eccome, si chiama coesione. Quella a cui, ieri in conferenza, si è appellato Gasperini prendendosi, come sempre, le sue responsabilità e facendo riferimento esplicito ai Romanisti: “Sono convinto che la gente ci darà una mano”.
Non vediamo l’ora, mister.
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