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Oneri e onori accessori, plusvalenze e il solito silenzio dei colpevoli

I sedici milioni di euro che la Juve dovrà pagare per Emre Can fanno a cazzotti con l'etica, così come le supervalutazioni di Mandragora e compagni

PUBBLICATO DA Piero Torri
30 Giugno 2018 - 08:21

Testuale: «Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato un contratto di prestazione sportiva con il calciatore Emre Can con effetti dal primo luglio 2018 e scadenza al 30 giugno 2022. A fronte della sottoscrizione dell'accordo, Juventus sosterrà oneri accessori per euro 16 milioni, pagabili nel corso dei prossimi due esercizi». Tutto normale? Per carità, non fa una grinza, tutto regolare, ma per noi che ingenuamente pensiamo che un parametro zero costi zero, quei sedici milioni, oh sedici, di oneri accessori, fanno a cazzotti con la nostra etica, anzi con l'etica in generale che magari sarà pure un po' plebea ma che ci rende pure orgogliosi di essere così. E che oneri accessori saranno mai per arrivare a una cifra di sedici milioni, oh sedici milioni de che? Dovessimo pensarci, troveremmo solo risposte oltre i confini della querela, quindi i pensieri ce li teniamo per noi. Ma allo stesso tempo ci sembra giusto per come siamo e per il mestiere che facciamo, porre il problema a chi ha il piacere intelligente di porsi delle domande cercando delle risposte.

Il tutto assume contorni ancora più inquietanti se si fa caso, non ci vuole molto peraltro, come questa cosa non abbia suscitato nessuna reazione se non quella del silenzio da parte di televisioni e stampa più o meno nazionali. Sarà questo uno dei poteri forti di cui ogni tanto, ma giusto ogni tanto e quando fa comodo, sentiamo parlare? E per parlare del nostro mestiere, altra domanda maligna, sarà forse che si teme che il potere forte poi non garantisca più pubblicità televisiva e cartacea, oltre al fatto che il potere forte è sempre preferibile tenerselo buono? In questo senso, del resto, nei giorni scorsi lo stesso silenzio, a parte questo giornale, ha accompagnato le trattative per Mandragora all'Udinese per venti milioni, Cerri al Genoa per quindici, Favilli al Wolverhampton per venti, tutto stile Juventus. Si dice: sono le plusvalenze, bellezza. E poi lo fanno tutti che, se ricordate, nella sostanza fu la stessa linea difensiva che provò a cavalcare Bettino Craxi prima di trasformarsi in extracomunitario in Tunisia.

Sarà pure tutto nelle regole, ma anche qui la nostra etica si ribella, non ce la fa a consigliarci il silenzio. Soprattutto quando poi si toccano con mano, attacchi alla Roma o a questo giornale che possono trovare spazio solo tra chi non ha capacità di intendere e volere. Come, per esempio, sostenere che non esistono plusvalenze di serie A e serie B solo per lusingare il potere forte, dimenticando che questo è un discorso di etica, c'è chi ce l'ha e chi la calpesta alla faccia di tutti gli altri. O come ancora, chi proprio ieri ha puntato il dito contro la Roma per la cessione di Nainggolan, dimenticando come all'inizio dell'anno, attraverso quei canali social che hanno almeno il merito di inchiodare gli uomini di gomma, avesse invitato la stessa Roma a cacciare il belga per quel suo infelice video di capodanno. E questa sarebbe informazione? Allora forse sarebbe meglio il silenzio. Quello dei colpevoli.

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