È bello pensare che gli idranti siano partiti da soli per festeggiare il gol della Roma e bagnare - finalmente - questo 2020. Uno 0-2 che pure graficamente ci fa fare un po' pace col nuovo anno, anche se ci metterà immediatamente contro i cimenti peggiori dal punto di vista del cuore. O i migliori. Essendo la Roma un'emozione, è meglio emozionarsi con la Juve e poi in quella partita che chiamano derby. Forse.

C'era pure questo in palio ieri, ma prima di tutto c'era da ritrovare un po' la Roma, un po' - troppo - smarrita con le torinesi all'Olimpico. Ora andremo noi a Torino, ma ieri c'era da reagire a quei due ko e alla mazzata dell'infortunio di Nicolò Zaniolo. Da reagire pure al fastidio di un calendario sbilanciato, senza senso e irrispettoso innanzitutto verso i tifosi della Roma, costretta a giocare alle 21.15 di giovedì 16 gennaio al Tardini una qualificazione a meno di 72 ore della trasferta di Genova, mentre tutto il resto del mondo s'è divertito a giocare il suo ottavo sul divano di casa.

In più metteteci l'anomalia della prossima settimana quando al cosiddetto derby arriveremo con un giorno in meno. Fosse la prima volta che capita. Tant'è. Ci galvanizzi questo retrogusto di ingiustizia romanista che giustamente abbiamo e l'orizzonte di altre due trasferte consecutive più l'affaccio su quell'altra partita. Si galvanizzi la Roma nelle difficoltà, ed è bello pensare lo abbia cominciato a fare ieri.

Questa è una squadra che s'è definita tale quando si è ritrovata in emergenza dopo Genova con la Samp, senza 7-8-9 giocatori e arrotondiamo per difetto. Ieri non abbiamo battuto il Real Madrid, vero, e nemmeno l'Arsenal di questi tempi, però non era per niente scontato venire a Parma e vincere contro la settima della Serie A che ci aveva già fatto male in campionato.

Fonseca - per l'ennesima volta - ha dimostrato di saper imparare, di studiare gli errori fatti o semplicemente correggere gli inciampi avuti e cambiare tatticamente solo per portare avanti lo stesso identico pensiero di vittoria. Pensiero stupendo. Oltre al segnale di reazione generale ce n'è stato qualcuno di particolare che lascia ben sperare: Under è apparso più a suo agio, Kalinic non ha giocato per niente male, anzi dovremmo toglierci il pudore e scrivere che ha fatto bene quello che doveva fare. Pellegrini soprattutto era da "testare" dopo le due prove d'inizio anno: ha fatto 2 gol e la Roma ha vinto 2-0. Sotto al settore. Dove c'erano i veri eroi non di ieri, ma di questo calcio.

Mille circa, 843 i biglietti staccati nella gradinata ospite: un infinito in faccia ai superbi che non sanno minimamente che significa viaggiare per la Roma. Ieri c'era il ricordo di chi è andato a tifare da lassù. E quando gli idranti spararono sul cielo, qualcuno disse guarda verso il settore c'è sempre l'arcobaleno.