Non è bastato nemmeno l'accordo con Nicola Zingaretti sull'emergenza rifiuti per sbloccare la sindaca Virginia Raggi dal suo immobilismo sul fronte stadio. E così anche chi nutriva qualche flebile speranza che nella giornata di ieri potesse muoversi qualcosa è dovuto rimanere a bocca asciutta. L'occasione eppure poteva essere ghiotta, al punto che molti si erano lasciati andare ad ottimistiche previsioni. La sindaca come di consueto aveva convocato la stampa romana per gli auguri di Natale, appuntamento presso la sala della Protomoteca del Campidoglio, a poche ore dall'accordo con il presidente della Regione Lazio. Le condizioni c'erano tutte insomma per fare quell'annuncio di cui tanto si parla da alcune settimane ma che sembra destinato ormai al prossimo anno. Nell'occasione invece la prima cittadina della Capitale ha parlato (poco a dire il vero) di molto, ed anche e soprattutto di sport, tralasciando (crediamo volutamente) solo o quasi lo stadio di Tor di Valle. Si è soffermato sulla Formula E che il prossimo anno tornerà sulle strade dell'Eur, della partita inaugurale degli Europei di calcio di Euro 2020, degli Europei di nuoto 2022, perfino dei lavori di copertura del centrale del Foro Italico. Non molto altro onestamente. Al punto che l'assenza dello stadio è stata ancora più evidente. Da fonti vicine alla guida della città filtra come questo silenzio sia dovuto all'attesa del completamento del passaggio di mano di Eurnova dalla famiglia Parnasi all'imprenditore ceco Vitek.

Un'attesa per molti versi comprensibile, che toglierebbe da ogni imbarazzo i consiglieri comunali capitolini al momento del voto soprattutto sulla Variante al Piano Regolatore Generale, ma anche sulla Convenzione Urbanistica. Peccato che a detta degli osservatori finanziari l'attesa potrebbe essere ancora lunga. Tra le parti non filtra ottimismo, e la differenza di valutazione della quota nel progetto stadio e dei terreni di Tor di Valle resta ancora elevata. Da una parte l'imprenditore ceco punta al ribasso, viste le difficoltà finanziarie dei Parnasi (è notizia di questi giorni di un'esposizione anche nei confronti della Popolare di Bari, al centro delle cronache politiche delle ultime settimane), con un'offerta che non sarebbe superiore ai 50 milioni di euro. Dall'altra la famiglia romana si fa forte di un preaccordo con Pallotta per circa il doppio, 100 milioni di euro, ancora valido, e dal quale non vorrebbe distaccarsi. Si continua a trattare,ma c'è bisogno inevitabilmente di tempo. E poi in serata sono anche arrivate le parole del Vice Presidente del Parlamento Europeo, esponente del Movimento 5 Stelle, Fabio Massimo Castaldo, che a Radio Radio ha dichiarato:«È fondamentale che le infrastrutture siano realizzate per tempo e che non si vada a rischiare di avere prima l'opera e poi le infrastrutture necessarie per il corretto funzionamento».

Insomma il solito mantra dei 5 Stelle che ha bloccato i lavori per la stesura del testo della Convenzione per almeno due mesi, e che sembrava invece superato dagli ultimi eventi. Le parole di Castaldo non rimettono in discussione gli accordi ormai sostanzialmente raggiunti tra le parti, ma danno il senso di un movimento, quello a guida della Capitale, ancora fortemente indeciso sul da farsi e assolutamente poco convinto del progetto da sempre. Per questo forse la sindaca attende. Attende di essere più forte.