Dal sogno di esordire in giallorosso al debutto contro i giallorossi: questo è Arturo Calabresi. L'esterno cresciuto nel settore giovanile della Roma, attualmente in forza all'Amiens in Francia, è intervenuto ai microfoni di Roma Tv per la rubrica "A casa dell'ex". Ecco alcune delle le sue dichiarazioni.

Come stai vivendo la quarantena in Francia?
"È una situazione particolare e difficile per tutti, non è semplice stare lontano dai propri cari, si aspetta con pazienza e con fiducia che le cose possano migliorare il prima possibile".

Dove ti alleni?
"Mi alleno da casa, sono passato da Decathlon prima che chiudesse e mi sono comprato il necessario. Con un permesso della società riesco a correre la mattina, mi organizzo così".

Come sta andando l'esperienza francese? Perché hai scelto questo campionato?
"Il mio è stato un percorso che mi ha cambiato molto, girando e crescendo ho maturato una visione delle cose, della mia dimensione e sono riuscito ad adattarmi volta per volta e fare di questo cambiamento una crescita. Riguardo la scelta di venire qui, è stata una scelta coraggiosa ma è una scelta che rifarei, è un'esperienza umanamente importante e penso mi stia dando un bagaglio importante a 23 anni, mi porterò dietro questa esperienza".

Giochi sempre come esterno destro?
"Sì, ho giocato anche come centrale, ma gioco essenzialmente come terzo di destra. Tante partite le abbiamo fatte a 4 e ho fatto il terzino, giocando con continuità in questo ruolo ho scoperto di poterlo fare in maniera diversa, è stata una bella scoperta".

Tornando alla Roma: nel 2014/2015 hai collezionato tante panchine ma non sei mai entrato…
"Ci sono stati diversi momenti in cui potevo entrare, forse a Bergamo stavo per entrare, mi sono scaldato molto tempo. Non sono entrato ma pensavo che il momento potesse arrivare, poi ho pensato che allontanandomi da Trigoria potesse essere la scelta giusta, rompi quel cordone che ti fa percorrere la tua strada, sto facendo un percorso coerente con quelle che sono le mie capacità, non sto sentendo il peso dell'addio".

Rimpianto è non aver debuttato con la Roma oppure non aver vinto qualcosa con la Roma Primavera nel 2014-15?
"Con la Primavera disputammo una grande stagione, eravamo una squadra forte che era arrivata alla fine in tutte le competizione, siamo arrivati vicini anche in Youth League arrivando alla Final Four e sicuramente c'è grande rimpianto. Anche esordire con la Roma sarebbe stato bellissimo, poi combinazione ho debuttato in Serie A con il Bologna proprio contro la Roma, fu un misto di emozioni".

L'esordio in Serie A contro la Roma lo hai appena citato: che ricordi hai?
"Fu una giornata incredibile, erano passati tre anni dall'addio a Trigoria ed è come se mi si fosse spenta la luce per il fatto che mi ero dovuto allontanare, il destino mi ha riportato lì facendomi esordire in quella partita, devo ringraziare mister Filippo Inzaghi per quell'occasione. È stato un mix di emozioni pazzesco perché avevo fatica ad allontanarmi, esordire con la Roma è stato un giorno speciale".

Pronti, via e subito un calcio a Pellegrini…
"Sì. L'ho fatto perché sapevo che non avrebbe reagito (ride, ndr). Penso che mi abbia perdonato".