Punto. E a capo. La Roma raggiunge l'Europa sul filo di lana, ponendo rimedio nel finale a un primo tempo inguardabile. Il pari con lo Spezia è lo specchio di una stagione da resettare subito e salutare senza rimpianti. Da oggi inizia un'altra era.

IL MIGLIORE - 6,5 FUZATO Fin dalle prime battute duella con Verde: blocca il primo tentativo, è battuto dal secondo, chiude lo specchio sul terzo, tutto all'ex già indigesto a gennaio. Che però non è l'unico a sfidarlo: nel resto di un primo tempo da incubo è il romanista più sollecitato, il che la dice lunga sulla prestazione collettiva. È reattivo anche in seguito e ci tiene in piedi nella seconda parte.

5,5 KARSDORP Se anche lui comincia col soffrire la velocità dell'avversario diretto sulla corsia di competenza, la serata non può che annunciarsi dura. Argina le premesse nefaste con generosità, uscendo sfinito.

5,5 MANCINI L'approccio horror coinvolge anche lui: incerto dietro come raramente gli capita, si vede nell'area opposta quando di testa impegna Rafael. Ripresa più solida, quando gli tocca rimediare anche alle incertezze dei compagni di reparto in diverse circostanze.

4,5 KUMBULLA Primi 20 minuti da incubo: gli avversari gli sfrecciano via da tutte le parti e va nel pallone, sbagliando anticipi e disimpegni in serie. Le cose non migliorano col passare dei minuti: in difficoltà fino alla liberazione del triplice fischio.

4 SANTON Trasforma Verde in una specie di riedizione moderna di Garrincha. E quando si propone fa rimpiangere Spinazzola e pure Peres. Resta fuori nell'intervallo.

4,5 CRISTANTE Costantemente preso in mezzo dai dirimpettai, che però sono in perenne superiorità numerica. Sbraccia invano per spronare i compagni intontiti, ma è lui stesso poco lucido e si vede anche quando spreca il possibile 2-2.

5 DARBOE Alla quinta consecutiva da titolare, la sicurezza si trasforma in eccesso e sbaglia due passaggi sanguinosi: sul primo rimedia, l'altro è letale. Nonostante tutto non si nasconde, ma va spesso fuori tempo e rischia a più riprese il giallo.

5,5 PEDRO Corre tanto, ma quasi sempre a vuoto, regolarmente anticipato dai difensori bianconeri. Nella ripresa cambia marcia: suo lo spunto trasformato in gol da Elsha.

6 MKHITARYAN Non ha le caratteristiche di Pellegrini: nelle sue corde manca la fase d'interdizione e all'inizio vaga fra le linee alla ricerca di spazi che fatica a trovare. Appena si accende la squadra rientra in gara: propizia il primo gol e firma direttamente il secondo, 4° consecutivo per lui.

6 EL SHAARAWY Suo il primo squillo verso la porta spezzina: fra gli uomini offensivi appare il più vivo per lunghi tratti. Non a caso è lui a trovare la rete che riapre i giochi.

4,5 MAYORAL Nel primo tempo si vede soltanto una volta: quando tiene in gioco Pobega per lo 0-2. Nella ripresa riesce almeno a tirare in porta.

4 REYNOLDS Rileva Santon, ma Verde & co vanno sul velluto anche con lui.

5,5 VILLAR L'ingresso non è semplice: cerca di tenere palla ma l'aggressività spezzina lo mette in difficoltà.

5,5 DZEKO Dentro nell'ultima mezzora, fatica a crearsi occasioni ma è lui a trovare Micki con la torre-assist che vale pareggio e qualificazione in coppa. E per paradosso addolcisce anche l'addio di Fonseca.

6 PASTORE Il primo pallone che tocca è una delizia che manda Cristante all'uno contro uno con Rafael: poi agisce più da regista che a trequarti. L'atletismo dei tempi migliori è lontano, la qualità sempre eccelsa

5 FONSECA Consegna il centrocampo ai corridori di Italiano, sempre in superiorità. Salvato nel finale dai senatori, saluta con la meta minima. Ma quanta sofferenza.