Le pagelle di Udinese-Roma 1-0: Wesley in solitaria
Ottimo approccio dell’esterno, a marce alte anche quando perde un po’ di precisione. Soulé e Pellegrini poco ispirati, Malen sente la mancanza di Dybala. Tsimikas con più qualità di Celik
(GETTY IMAGES)
Passi indietro. La Roma va incontro al primo ko del girone di ritorno, soccombendo innanzitutto sul piano fisico. Nel primo tempo vacilla, all’inizio del secondo va sotto, dando cenni di reazione soltanto dopo lo svantaggio e senza mai trovare il guizzo giusto. Imperativo resettare subito.
IL MIGLIORE - 6,5 WESLEY. Lussuoso nell’approccio alla partita, fra chiusure di tacco, accelerazioni sontuose e apporto costante a entrambe le fasi. Nella ripresa è meno accurato, ma resta l’unico in grado di cambiare marcia.
IL TECNICO - 5,5 GASPERINI. La solidità tutto sommato c’è sempre, il carattere non manca, ma persistono lacune nella produzione offensiva, anche con i nuovi innesti. Alla ricerca della lucidità smarrita.
6 SVILAR. Dopo 7’ deve già volare per opporsi a una botta di Atta. Sul successivo tentativo da fuori appare un po’ sorpreso, ma il tap-in sulla respinta non perfetta lo grazia. Lo beffa invece la propria barriera a inizio ripresa. Il tentato bis da fermo però lo trova pronto. Poco preciso coi piedi, tanto per assicurare che perfino lui è umano.
6 MANCINI. Straordinario il recupero tramite il quale sbarra lo specchio spalancato a Ekkelenkamp. Poco dopo sembra avere la peggio in un contrasto, ma la medicazione in volto non lo ferma. È lui a frenare Davis con quello che per l’arbitro è fallo (pure da giallo) e causa la punizione dello 0-1. Si avvicina più di tutti al pari, all’ultimo respiro.
6 NDICKA. Nelle prime battute perde il tempo e interviene goffamente di mano, rimediando il più evitabile dei cartellini. Si fa perdonare poco prima dell’intervallo col tackle che congela una scottante ripartenza friulana. Poi concede poco.
6 HERMOSO. Tornato a disposizione in settimana, ristabilisce le gerarchie del reparto con la puntualità che lo ha sempre distinto, negli anticipi e in marcatura: i suoi 70’ in campo sono senza sbavature evidenti.
5 CELIK. La tecnica non è il suo forte e se spinge con scarsa convinzione l’apporto diventa limitato. Troppo.
5,5 CRISTANTE. In un match incentrato su chili e centimetri, fa valere la sua presenza, tamponando come può. I problemi sorgono in costruzione: i suoi ritmi sono troppo blandi.
5,5 EL AYNAOUI. Confermato titolare dopo l’ottimo rientro in Grecia, si incarica sempre della genesi della manovra dal basso, conquistando diverse punizioni ma soffrendo in interdizione e subendo pure un cartellino rischioso, che induce Gasp a sostituirlo.
5 SOULÉ. Nella prima parte resta troppo defilato a destra e impiega un po’ a fornire spunti degni della sua tecnica. Tenta di accentrarsi, ma la musica non cambia e a parte una punizione fuori fuoco non si ricordano altre tracce.
5 PELLEGRINI. Sul suo versante Wesley si propone a ripetizione, ma i due vanno a velocità differenti e la serata del numero 7 resta di scarsa ispirazione. Fino alla prevedibile sostituzione a metà ripresa.
5 MALEN. Questa volta non c’è Dybala a servirlo e fa più fatica a trovare spazi. Ci riesce dopo mezz’ora ma il tentativo è fiacco. Nel secondo tempo ci riprova più convinto, ma viene intercettato sul più bello. Nel finale si sposta sulla sinistra, ma in pochi se ne accorgono.
6 VENTURINO. Prima a destra, poi dal lato opposto, cerca di aggiungere pericolosità nei pressi dell’area bianconera. La volontà c’è.
6 GHILARDI. Rileva Hermoso nella fase in cui l’Udinese tira il freno, allora si butta nella mischia nella metà campo dei friulani.
6 PISILLI. Il suo ingresso porta un po’ di dinamismo in mezzo al campo, in più prova a mordere quando si deve riconquistare il possesso. Se non altro, il piglio è quello giusto.
5,5 VAZ. Dirotta Malen a sinistra per cercare di dare più robustezza all’attacco. Eppure lì davanti si continua a pungere poco.
6 TSIMIKAS. Si unisce al forcing finale e troverebbe anche un super assist, vanificato però dal fuorigioco.
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