Deficitaria. In tutto. A partire dalla personalità, che per l'ennesima volta si smarrisce contro un'avversaria diretta. La Roma è assente nel primo tempo, ha una reazione più nervosa che ragionata (comunque poco proficua) nella ripresa, ma resta senza punti. Mai così decisivi nella corsa Champions.

IL MIGLIORE - 6,5 VILLAR Ingresso tardivo. In mezzora costruisce più di quanto fatto da tutti gli altri nel resto del match.

4,5 LOPEZ Convince poco nel piazzamento sul primo svantaggio, suo e della barriera che avrebbe dovuto sistemare. Altro mezzo pasticcio in combutta con Ibanez sullo 0-2.

6 MANCINI Con la difesa in estrema difficoltà, appare l'anello forte del reparto debole, soprattutto di testa, in senso pratico come figurato. Rimedia un giallo severo a un filo dall'intervallo. Ma ancora una volta è l'ultimo a mollare, dando l'impressione di crederci anche in solitudine.

5,5 CRISTANTE Rispetto alle certezze acquisite negli ultimi tempi, un passo indietro: sbaglia tanti, troppi disimpegni e la cosa migliore del suo primo tempo è l'unico vero tentativo verso Ospina, in girata. Meglio nella seconda parte, quando regge di mestiere le ripartenze azzurre.

4,5 IBANEZ Reduce dalle testate ucraine, non fa in tempo a rientrare, che incassa un pestone sulla mano dopo un poderoso coast to coast. Poco dopo abbatte Zielinski al limite, ottenendo in un colpo solo giallo, squalifica e svantaggio. Il film horror prosegue con la scena dello 0-2 e per un'ora con errori a raffica.

6 KARSDORP Si alza più lui dell'omologo dal lato opposto, ma con limitato costrutto, soprattutto quando nel primo recupero inspiegabilmente appoggia dietro più che tentare il tutto per tutto. Riprova ad alzarsi, ma è supportato poco e male.

5,5 PELLEGRINI Nel primo tempo tanta corsa, quasi tutta a vuoto. Al ritorno dagli spogliatoi accorcia il campo tentando di rifinire e prova a imprimere il proprio marchio sul match, ma è sfortunato: prima con un colpo di testa centrale, poi con un destro a giro che si stampa sul palo.

5 DIAWARA Il guerriero di Firenze e Kiev lascia spazio alla versione sbiadita e smarrita: sempre preso in mezzo dai dirimpettai, non sempre per colpe esclusivamente sue. Ma è costretto più a rincorrere che a correre e paga anche col cartellino.

5 SPINAZZOLA Gli avversari premono sulla catena di destra e allora più che Hysaj gli tocca incrociare Politano, in una riedizione agonistica del mercato che fu. Quando risale il campo con continuità è però sempre (o quasi) impreciso. L'ombra dell'abituale esterno prorompente.

5 PEDRO Il lavoro di raccordo fra centrocampo e attacco spetterebbe a lui, ma tocca pochi palloni e riesce nell'impresa, per uno coi suoi piedi, di sbagliarne la quasi totalità. Prima di uscire spedisce in Sud un pallone invitante in piena area.

5 EL SHAARAWY Compresso sul versante sinistro fra Ruiz e Hysaj, non ottiene nemmeno l'aiuto di Spina e tutto si fa più difficile. Smarrito.

5 DZEKO Suo il primo squillo verso Ospina, ma il mancino è debole e per rivederlo bisogna attendere che si defili a sinistra per provare a costruire qualcosa, senza successo. La serata-no si conclude col fastidio al flessore e con il cambio.

5 MAYORAL L'unica tangibile prova della sua presenza è il tabellone luminoso col suo numero quando entra.

5 PEREZ All'insegna della confusione, fa rimpiangere il gemello di Pedro.

S.V. KUMBULLA In panca dopo la buona prova di Kiev, entra nel finale. Mah.

5 FONSECA Ancora un approccio timido in un big match, un'altra caduta in un crocevia essenziale. Roma senza idee, le giornate passano e il cambio di marcia non arriva.