Le pagelle di Napoli-Roma 2-2: inarrestabile Malen
Quinto gol in altrettante presenze per Malen, che si muove sempre nella direzione giusta. Ndicka vince il duello fisico con Hojlund. Ghilardi gioca da veterano. Wesley è ancora determinante
(GETTY IMAGES)
Agrodolce. La gara di Napoli lascia la duplice sensazione di orgoglio per come è stata affrontata e di amarezza per come è maturato il punteggio finale. Due volte in vantaggio, la Roma si fa rimontare in entrambe le occasioni, ma l’impressione di acquisita grandezza c’è tutta.
L'ALLENATORE 6,5 GASPERINI. A Napoli senza mezza squadra, ma con zero timori reverenziali, domina a lungo con intensità e aggressività. Resta poco comprensibile la sostituzione di Malen.
IL MIGLIORE 7,5 MALEN. Basterebbero le cifre per descriverne l’incisività: 5 gol in altrettante presenze, da quando è qui lo stesso score di gente come Kane e Mbappé. Ma nella sua gara c’è tanto altro: movimenti giusti, attacco della profondità, visione della porta da bomber purosangue, precisione al tiro, scambi di livello coi compagni. E un’altra doppietta. Bello avere un centravanti vero.
6,5 SVILAR. Non deve intervenire per quasi tutto il primo tempo: quando potrebbe, lo beffa la deviazione. Al ritorno dagli spogliatoi però nega la doppietta a Spinazzola e soprattutto nel finale sbarra la porta a Gutierrez. Anche quando non fa miracoli, è una garanzia nei momenti topici.
6,5 MANCINI. Innesca l’azione dell’1-0, disegnando il corridoio nel quale si infila Zaragoza. Dietro è la solita roccia: né la maschera, tantomeno l’ammonizione lo condizionano.
7 NDICKA. Gli tocca Hojlund: il duello è a suon di sportellate ma Evan non si fa intimorire dalla fisicità del danese e anzi vince ai punti, senza cedere un centimetro all’avversario. Provvidenziale poi quando sbroglia una situazione pericolosa in area.
7 GHILARDI. Puntuale, pulito, preciso negli anticipi come in marcatura. Ormai sembra un veterano, senza dubbio è una certezza. E quando esce palla al piede è imperioso: il primo passaggio lo sbaglia al 93’, tanto per avere la misura di una prestazione gigantesca.
6 CELIK. Deve tamponare Spinazzola che non è un cliente facile. Ci prova, ma gli lascia troppo spazio sul tiro dell’1-1 e anche sul secondo pareggio chiude in ritardo. La buona volontà ancora una volta c’è, ma non sempre compensa le falle.
6,5 PISILLI. Dei centrocampisti è il più verticale anche a Napoli. Il suo dinamismo si sente soprattutto nella prima mezzora, che culmina con una pregevole incursione. Sfortunato nella deviazione del tiro che costa il primo pareggio. Spende tanto ed esce nella ripresa.
6 CRISTANTE. Corre tanto, tantissimo, più di tutti. Tanto per cambiare. Ma all’indubbia enorme mole di lavoro oscuro non abbina altrettanta qualità e rimane un po’ in ombra.
7 WESLEY. Nell’immediato pre-match sembra addirittura in dubbio, ma stringe i denti e sfodera un’altra prova maiuscola, coronata dallo sprint che vale il rigore. Proprio quell’accelerazione però gli costa il ko e l’uscita dal campo.
6,5 ZARAGOZA. Ha un altro passo rispetto a Buongiorno e si vede subito: la sua fuga frutta il vantaggio. Come all’esordio però qualche volta esagera nei tocchi leziosi. Cala alla distanza, fino al cambio.
6 PELLEGRINI. Alterna buone intuizioni soprattutto nelle imbucate a fasi prolungate di eclissi dal gioco. Ancora lontano dal top della forma.
5,5 SOULÉ. Non è al meglio, ma quando entra si vede più o meno solo per il pallone ceduto a Malen sul rigore. E nel finale rischia di perdere un pallone sanguinoso nella propria trequarti. Urge riposo.
6,5 EL AYNAOUI. Nettamente il più lucido fra i subentrati. Aggredisce gli avversari in ogni zona di campo mostrando l’appropriata tempra.
6 VENTURINO. Tante buone intenzioni ma anche qualche eccesso, come quando prova l’uno contro tutti.
6 TSIMIKAS. Prende il posto di Wesley nei 20 minuti conclusivi: è ordinato e diligente, ma rispetto al brasiliano ha un’altra marcia.
6 VAZ. Si muove tanto, provando anche la conclusione aerea con un discreto stacco nella fase finale, ma pecca ancora d’ingenuità.
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