Fase uno (ora): Smalling, Mkhitaryan, Pedro. Fase due (agosto-settembre): vice Dzeko, esterno basso. Fase uno e due (sempre): cessioni, al motto viva le plusvalenze perché necessarie a rimettere perlomeno un po' in sesto i conti di un bilancio che non sono certo un inno all'ottimismo. È la sintesi, a grandi linee, del quello programma di mercato della Roma che come obiettivi principali ha quello di provare a costruire una squadra da Champions, ridurre il monte ingaggi, realizzare tra i settanta e i cento milioni di plusvalenze, realizzare un attivo tra l'avere e il dare più o meno simile a quello delle plusvalenze. Che sia Gianluca Petrachi a inseguire gli obiettivi, in questo momento è piuttosto complesso immaginarlo, ma chiunque sarà (Fienga, Baldini, l'eventualmente promosso De Sanctis, tutti e tre insieme), dovrà cercare di rispettare numeri che ultimamente sono andati fuori controllo, ancora di più dopo lo tsunami della pandemia.

Fase uno

A dar retta alle tante fonti di mercato, per quel che riguarda le entrate si sta a buon punto. Cioè Pedro ha già detto sì; con l'Arsenal, grazie a Mino Raiola, si sta a buon punto perché io do un Kluivert a te (35-40 milioni), tu dai un Mkhitaryan a me (15-20 milioni); Smalling è sempre più vicino a una conferma in maglia giallorossa. E la novità sta proprio nelle notizie che arrivano dall'Inghilterra a proposito del futuro del difensore centrale, arrivato la scorsa estate a Trigoria in prestito per tre milioni di euro. Novità che partono dalla Roma che è sempre più decisa ad accontentare il suo allenatore che ha richiesto a gran voce la conferma di Smalling avendo individuato nell'inglese il naturale leader della difesa giallorossa.

In effetti negli ultimi giorni sono stati fatti sostanziali passi avanti nella trattativa con il Manchester United. La Roma sta spingendo per una soluzione che preveda il rinnovo del prestito con un obbligo di riscatto tra uno o due stagioni, con un pagamento per il prestito simile a quello di dodici mesi fa (tre milioni) più un riscatto intorno ai dodici-tredici milioni pagabili in tre rate. Il club inglese vorrebbe ridurre le rate e i tempi del pagamento, ma a questo punto dell'affare non sarà questo a far saltare la trattativa. Soprattutto perché il giocatore è stato molto chiaro facendo capire allo United che vuole la Roma, altrimenti tornerà a Manchester per onorare i due anni di contratto a oltre otto milioni lordi a stagione.

Il club giallorosso preferirebbe un prestito per ventiquattro mesi, ma questo comporterebbe un problema supplementare, ovvero il prolungamento del contratto dell'inglese con l'United. È probabile, allora, che si opti per il prestito ulteriore di una sola stagione, soluzione che dovrebbe mettere d'accordo tutti con grande gioia della signora Smalling che è il maggior sponsor della soluzione Roma per il marito. A queste condizioni l'affare si può chiudere anche nei prossimi giorni. Così come quello per Mkitharyan con la conseguente cessione di Kluivert all'Arsenal, affare che potrebbe garantire alla Roma una plusvalenza superiore ai venti milioni di euro. I

In chiusura c'è anche l'affare Pedro che ha detto sì al biennale più opzione per un'altra stagione, con uno stipendio intorno ai tre milioni di euro netti all'anno. Si tenga presente, per tutte e tre le operazioni, che l'ingaggio di questi giocatori sarebbe tassato al trenta per cento in virtù del decreto crescita di un anno fa che stabiliva una serie di agevolazioni fiscali per i lavoratori che vengono a lavorare nel nostro paese e ci rimangono almeno per due anni. Come sarebbe per Smalling e Mkhitaryan, e, pure, per Pedro a fronte di un contratto biennale (se prenderà tre milioni alla Roma ne costerà lordi quattro all'anno, meno di quello che prende Kluivert).

Fase due

Entrerà nel vivo a metà agosto e, dal punto di vista degli acquisti, prevede, al netto delle cessioni che ci saranno, l'arrivo di un vice Dzeko e di un esterno basso, come da richieste fonsechiane. In questo senso c'è da registrare una novità. Ovvero nei giorni scorsi alla Roma è stato offerto un esterno a parametro zero. Si tratta di Layvin Kurzawa, ventotto anni, in scadenza di contratto con il Paris Saint-Germain che a suo tempo lo pagò una fortuna al Monaco (venticinque milioni). La Roma, però, al momento cerca un esterno basso a destra, Kurzawa occupa la corsia sinistra e, peraltro, nelle ultime stagioni a Parigi ha fatto un po' di fatica a giocare con continuità. L'affare potrebbe interessare nel momento in cui la Roma dovesse concretizzare uno scambio di mercato che veda la partenza di Spinazzola. Scambio al momento piuttosto difficile, a meno che non si ristabiliscano contatti normali con l'Inter con cui si potrebbe mettere in piedi uno scambio con l'arrivo a Trigoria di Pinamonti (ora al Genoa) per il ruolo di vice Dzeko. Discorsi, comunque, al momento piuttosto prematuri, per la fase due c'è tutto il tempo per riflettere e scegliere. Con o più probabilmente senza Petrachi.