Cartoline dal passato, di quando la Roma decideva che era inutile spostare armi e bagagli per dieci giorni di ritiro e organizzò il ritiro a Trigoria, proprio come stanno per fare i dirigenti di oggi. Con la maggior parte dei giocatori in vacanza (oggi non serve neanche più chiamare i procuratori o gli amici degli amici per sapere quali sono le mete prescelte, basta aprire Instagram), con l'eccezione ovviamente dei giocatori impegnati con le Nazionali nelle ultime amichevoli o dei quattro romanisti attesi dal mondiale (Fazio, Alisson, Kolarov e Skorupski), giugno sarà lungo e i dirigenti avranno molto da fare per programmare tutte le tappe della preparazione estiva. Ieri e oggi persino il dg Baldissoni si è preso un week-end di vacanza, mentre Monchi continua il suo tour in giro per l'Europa a caccia dei rinforzi. Di Francesco invece è ancora in convalescenza, dopo l'operazione all'anca. Ma sta molto meglio e presto si godrà altre tappe della vacanza. Dove? Il tecnico ama la privacy e da queste parti non amiamo tradire certe sensibilità.

Quel che è certo è che tra martedì e mercoledì si conosceranno ulteriori dettagli, tra campagna abbonamenti e modalità per i lavori del ritiro. Per ora trapelano poche notizie: la Roma si radunerà tra il 6 e il 7 luglio (ma Coric per farsi trovare pronto sarà a Trigoria già da fine giugno), comincerà a lavorare tra l'8 e il 9 con due sedute al giorno, in orari lontani dal solleone (tipo 9,30 la mattina, 18,30 il pomeriggio), si aprirà la piscina per gli orari centrali, si resterà ovviamente a dormire, ma si concederanno anche dei permessi per rendere il periodo di lavoro meno pesante. Gli operatori dell'informazione dovrebbero avere libero accesso almeno a una delle due sedute giornaliere (presumibilmente quella mattutina), con relativa conferenza stampa, mentre è assai complicato aprire i cancelli al pubblico. A Trigoria il problema è antico e non è mai stato risolto: per questioni di ordine pubblico invitare i tifosi ad assistere a un allenamento al Fulvio Bernardini può causare flussi di traffico imprevedibili, capaci comunque di bloccare per ore tutto il quadrante di Roma sudovest, magari in giorni lavorativi su strada comunque già mediamente trafficate. L'alternativa potrebbe essere rappresentata dal Tre Fontane, lo stadio rimesso in condizioni decenti proprio dalla Roma per le partite della Primavera, ma anche per gare mediamente importanti le tribune si riempiono con molta facilità. È accaduto anche giovedì per il ritorno del quarto di finale con la Juventus: visto l'afflusso, la società giallorossa è stata costretta ad aprire anche la seconda tribuna, e il traffico nella zona ne ha risentito. Organizzare una partitella o un allenamento lì, insomma, richiederebbe autorizzazioni su diversi livelli che difficilmente in ogni caso verrebbero concesse. La Roma penserà dunque ad organizzare una o due amichevoli nel periodo del ritiro nei dintorni della città, presso strutture in grado di accogliere almeno diecimila tifosi, prima di volare per gli Stati Uniti (partenza in programma il 22 luglio).

Diecimila furono più o meno i tifosi convenuti al Flaminio (allora praticabile) per il primo allenamento della Roma aperto al pubblico in quella caldissima estate del 2007. Era il 20 luglio, la società era nel pieno del tormentone Chivu (i suoi procuratori lo avevano ceduto all'Inter, che giocava al ribasso, e la Roma voleva darlo al Real Madrid, che lo valutava molto di più) e nello stadio di viale Tiziano si riversò tutto l'amore di una tifoseria entusiasta. Neanche un mese dopo, a Milano la Roma vinse la Supercoppa e alla fine di quella stagione arrivò pure la Coppa Italia. Già. L'ultimo anno in cui la Roma vinse qualcosa il ritiro si svolse a Trigoria. Curioso.