Le grandi manovre a centrocampo sono iniziate da tempo in casa Roma. Qualità, gioventù e confidenza con il gol: sono queste le direttrici sin qui seguite da Monchi per rinforzare un reparto fondamentale nello sviluppo delle idee tattiche di Di Francesco. La prima tessera del mosaico è stata inserita addirittura in inverno, quando il direttore sportivo ha raggiunto l'accordo di massima, tramutatosi poi in firma sui contratti, per Ante Coric. Il prossimo, a meno di colpi di scena che sono sempre all'ordine del giorno nel mondo del mercato, potrebbe essere Bryan Cristante.

Al netto dell'interesse della Juventus, che resta ancora alla finestra (venerdì Paratici era a Bergamo per Colombia-Egitto), il dirigente spagnolo ha piazzato nei giorni scorsi uno sprint molto importante, tramutando in accordo un'intesa di massima con il giocatore già raggiunta in passato. Al centrocampista ventitreenne, in caso di fumata bianca definitiva, verrà riconosciuto un ingaggio di poco inferiore al milione e mezzo più bonus. «A Bergamo non mi è mai mancato nulla, però sicuramente mi piace crescere e migliorarmi sempre. Se ci fosse la possibilità, vorrei continuare il mio percorso di crescita e giocare la Champions League», le parole del giocatore dal ritiro dell'Italia.

Discorso ben avviato anche con l'Atalanta. Ieri il procuratore del giocatore, Riso, ha usato parole significative: «In settimana comunicherà la sua scelta all'Atalanta. È tempo di prendere le decisioni». Le parti si sono sensibilmente avvicinate nelle ultime settimane. I bergamaschi partivano da una valutazione iniziale di trentacinque milioni, il punto d'incontro può essere trovato a quota venticinque (da spalmare in più anni, anche con la formula del prestito con obbligo di riscatto), con l'inserimento di una contropartita tecnica. Defrel, Capradossi, Gerson e Tumminello sono profili graditi alla dirigenza nerazzurra e a Gasperini, ma l'attaccante francese piace anche a Sampdoria, Torino e diverse squadre inglesi. Anche per questo motivo ha deciso di prendere tempo. Alla ricerca di rinforzi in mediana, la Juve, come dicevamo, resta vigile e circa dieci giorni fa ha realmente tentato un controsorpasso, neutralizzato dai contatti costanti tra il nostro direttore sportivo e l'agente dell'ex centrocampista del Benfica. Autore della sua miglior stagione in carriera (tredici gol e quattro assist in quarantasette presenze complessive), Cristante era finito anche nel mirino della Premier. Una soluzione affascinante per il ragazzo che non ha prevalso sulla volontà di misurarsi con i grandi palcoscenici europei in una big italiana.

La storia di Cristante

Il primo assaggio di Champions, Bryan lo ha avuto nel lontano 2011. Il 6 dicembre per l'esattezza. A 16 anni e 278 giorni, all'ottantunesimo di Viktoria Plzen-Milan, Massimiliano Allegri lo inserì in campo al posto di Robinho. Bruciare le tappe è stato sin da ragazzino una sua prerogativa. In tutte le squadre in cui ha militato, Cristante ha sempre giocato con ragazzi più grandi di lui di uno o due anni. Formatosi nella Liventina Gorghense grazie all'intuito dello scout Bruno Cover, il classe ‘95 viene notato all'età di tredici anni da Mauro Bianchessi, all'epoca responsabile dell'attività di base del Milan. Lasciato per un'altra stagione nella squadra veneta, durante quell'anno colleziona un altro piccolo primato essendo l'unico calciatore proveniente da una società dilettantistica a partecipare a quel raduno dell'Italia Under 15.

Passato definitivamente in rossonero, Cristante ha continuato a giocare sotto età, senza mai disputare le categorie regionali. Con gli Allievi e i Giovanissimi nazionali ha vinto due titoli, prima di fare il salto in Primavera. Dove ha trovato in Aldo Dolcetti il mentore che lo ha poi consegnato al calcio dei grandi, migliorandolo anche sotto l'aspetto difensivo. Promosso in prima squadra, al calciatore basteranno cinque presenze e un gol per convincere Rui Costa a staccare un assegno da sei milioni per portarlo al Benfica. Nonostante i due campionati e le due coppe vinte, l'avventura portoghese è stata la prima di una serie di parentesi complicate (Palermo e Pescara le altre) che il giocatore ha saputo riscattare con un'annata di altissimo livello.