Fumo di Londra. Nel senso che l'incontro di ieri nella City tra Ryan Friedkin e l'amministratore delegato Guido Fienga è rimasto avvolto nel mistero più fitto. Al punto che pure a Trigoria hanno fatto capire di aver perso le tracce del massimo dirigente giallorosso. Solo poche cose si possono dare per certe: Fienga è volato ieri mattina nella capitale inglese; si è incontrato con Ryan Friedkin intorno all'ora di pranzo; il faccia e faccia si è prolungato per parecchie ore visto che dovevano essere affrontate molte tematiche con particolare riferimento al risanamento dei conti e deriva inevitabile e conseguente sui temi del mercato; in serata poi Fienga ha detto arrivederci a presto, speriamo a Roma, pandemia permettendo, per poi imbarcarsi su un volo con destinazione europea ma assolutamente segreta.

Anche se non è difficile immaginare come l'incontro per tracciare le prime linee strategiche della nuova Roma sia stato centrato sui numeri del bilancio. Cioè su come operare a breve termine per rendere il rosso di bilancio assai più sbiadito di quello che è, per poi dare concretezza a quella crescita sostenibile anticipata nel comunicato del giorno del passaggio di proprietà.

Parlando di tutto questo, ci sembra altrettanto inevitabile che in qualche maniera sia stato affrontato anche il tema del prossimo mercato, in sintesi della costruzione della prima Roma targata Friedkin. Partendo dalla conferma di Fonseca, dalla necessità di sfoltire la rosa, ridimensionare il monte ingaggi, ma soprattutto realizzare entro il 30 giugno 2021 plusvalenze di almeno cento milioni.

Baby Friedkin avrà ascoltato con attenzione, preso appunti, memorizzato nomi e ruoli, spiegato che c'è da subito l'intenzione di costruire una Roma comunque competitiva per provare a qualificarsi per la Champions League della stagione 2021-22. Perché anche se ancora piuttosto a digiuno di calcio, pure Ryan ha capito che quel risanamento dei conti che rimane l'obiettivo primario, diventerebbe meno complesso tornando a giocare per la coppa con le grandi orecchie che, disputando solo il girone, garantisce in ogni caso una cifra tra i cinquanta e i sessanta milioni di euro.

Rimane una risposta da trovare: da Londra, al termine dell'incontro con Ryan, l'ad Fienga, responsabile ora pure del mercato, dove sarà andato? C'è da dire, peraltro, che la prevista compagnia nel viaggio a Londra di Gabriele Giuffrida, all'ultimo momento è saltata. Il procuratore-mediatore, negli ultimi anni sempre più influente e importante nel mercato (Pedro in giallorosso è opera sua), è stato costretto a rimanere nella capitale per motivi personali (ha trascorso qualche giorno di vacanza insieme a Mirante di cui è anche il procuratore).

Quindi, solo soletto, il dottor Fienga dove se ne è andato? Chiariamo: non abbiamo nessuna certezza. Ma dopo aver preso in esame diverse destinazioni, abbiamo dedotto che Fienga potrebbe essere rimasto in Inghilterra (Europa per Europa comunque, alla faccia della Brexit). Magari volando a Manchester per incontrare l'United, tema del viaggio Smalling (segnalato pure lui in vacanza in Sardegna, speriamo bene). Non ci sorprenderebbe che Fienga a baby Friedkin abbia spiegato come il giocatore voglia tornare in giallorosso, come sia amato dai tifosi, della richiesta di Fonseca di riaverlo.

In attesa di un riscontro, c'è da dire che ieri la nuova società giallorossa ha dato alle stampe un nuovo comunicato. Questa volta per annunciare la convocazione (29 settembre in prima, trenta in seconda) dell'Assemblea degli azionisti che dovrà eleggere il nuovo Consiglio d'amministrazione.

In occasione del closing ci sono state le dimissioni immediate di sette consiglieri americani (in primis Pallotta), così come quelle, valide a partire dal giorno dell'Assemblea, degli altri cinque rimasti in carica (solo Fienga e Baldissoni non le hanno presentate). Il documento non specifica da quanti membri sarà composto il nuovo Cda (lo Statuto prevede un minimo di sette e un massimo di quindici).

Verosimilmente sarà più snello del precedente comprendendo sicuramente i cinque del Comitato esecutivo istituito nel giorno del closing, composto da papà e figlio Friedkin, Fienga, Watts e Williamson. È verosimile che almeno altri quattro membri saranno eletti tenendo conto che dovranno esserci non meno di due signore (una probabilmente sarà la Dunkel) e tre indipendenti. Impossibile anticipare i nomi, anche se in molti indicano nel dottor Barnaba un nome giusto, banchiere di successo, residente a Londra, romano, romanista e, soprattutto, grande e abile tessitore del passaggio di proprietà della Roma da Pallotta al gruppo Friedkin. Vedremo