È stato l'uomo chiave della trattativa che ha portato Dan Friedkin - ormai si può dire con certezza sia pur in attesa delle firme sui contratti - sul ponte di comando della As Roma. Dicono di lui che sia un banchiere raffinato, con l'animo sportivo e il sapiente tocco risolutorio nelle transazioni internazionali. Romano e, non guasta mai, romanista, Alessandro Barnaba, classe 1973, laureato alla Luiss e ormai da più di vent'anni apprezzato banker nel cuore della City londinese, è stato l'uomo che per Jp Morgan ha messo d'accordo Pallotta e Friedkin e riceverà in ricompensa, oltre al saldo della fattura a sei, o magari a sette zeri, anche un posto nel futuro Consiglio di Amministrazione della nuova Roma americana.

In un articolo nelle pagine economiche del Corriere della Sera del 2015 veniva inserito tra "I cavalieri italiani della finanza globale", insieme con profili tipo l'ex ministro dell'economia Vittorio Grilli. Per Jp Morgan è stato nominato responsabile della divisione dei mercati mondiali, un comparto della banca d'affari londinese che da solo maturava 10 miliardi di euro di ricavi (dato del 2014). Sposato con Natasha Bradbury, ha una sorella avvocato, Elisabetta, che siede con lui nel Consiglio d'Amministrazione della famosa azienda di abbigliamento romana Battistoni, di cui nel 2015 Barnaba (con il socio Luigi Gatti) ha rilevato il 70% delle quote (alla modica cifra di 3 milioni di euro). Risultato: in un anno i ricavi sono aumentati del 50%, in due anni del 100%, soprattutto in virtù dell'apertura di una boutique di 600 mq a Los Angeles.

Barnaba si è laureato con il massimo dei voti con lode alla Luiss ed è tra i principali testimonial dell'associazione dei laureati della prestigiosa università romana. Se può, non manca agli eventi che l'istituto di tanto in tanto organizza. Ed è anche uno sportivo: su internet si trovano tracce delle sue imprese come capitano della squadra di polo sponsorizzata proprio da Battistoni. Nel 2016 Barnaba è stato inserito al secondo posto tra i manager più pagati di Jp Morgan, nell'organigramma dell'azienda figura ai vertici assoluti, le sue riflessioni sull'andamento dei mercati globali vengono citate spesso dai giornali finanziari come riferimenti di cui tener conto. È un guru del settore.

Legato da una profonda amicizia con James Pallotta, ha curato per lui e per l'As Roma la complicata gestione finanziaria del progetto dello stadio, facendo da advisor (con Jp Morgan) per mettere insieme le aziende interessate alla condivisione finanziaria e commerciale dell'investimento. Tifoso della Roma verace, tanto da seguire le trasferte di Champions con la passione del curvarolo (era anche a Liverpool), ha un legame profondo con Roma, ma è molto probabile che non si distaccherà da Londra, la città nella quale comunque ha fatto fortuna, scalando i vertici dell'istituto per il quale ha cominciato a lavorare nel 1996.

Questo non gli precluderà ovviamente la possibilità di sedere nel Cda della nuova Roma, come figura esterna ma di riferimento, com'è capitato in questi anni a tanti sostenitori di Pallotta presenti nel board, da John Galantic a Mia Hamm, da Richard D'Amore a Stanley Gold, da Cam Neely a Barry Sternlicht. Se avrà anche un ruolo operativo al momento nessuno è in grado di dirlo. Di sicuro per Pallotta è stato un consulente importante, ma per Friedkin potrebbe diventare anche un manager di riferimento. In questa prima fase dell'avventura non saranno in molti ad avere la possibilità di incidere nelle scelte del finanziere.