Ben oltre i mille. Quasi millecinquecento, per l'esattezza. Che non sono mai pochi, soprattutto per una trasferta ostica come quella di Bergamo. E che in una fase simile possono essere considerati tantissimi. Non c'è crisi di risultati che tenga per i tifosi romanisti. Nessuno ferma il loro amore, parafrasando un famoso coro della Sud, che nel giorno di San Valentino è più che mai appropriato. Non una squadra che nelle ultime settimane ha regalato più amarezze che soddisfazioni. Non i 35 euro chiesti per un posto nel settore ospiti del Gewiss Stadium.

Non le centinaia di chilometri da percorrere in un sabato di metà febbraio. Ieri (alle 19) si è chiusa la prevendita e in tanti ancora hanno utilizzato la giornata per accaparrarsi un tagliando per la sfida da Champions contro l'Atalanta, in programma domani. Che magari qualche discussione col proprio partner l'avrà anche creata, se è vero come è vero che diverse centinaia hanno anteposto l'amore ancestrale a tutto il resto. Quello per la Roma. Che la fa seguire anche quando «non se lo meriterebbe», come da assioma razionalista. Ma il tifo tutto è, tranne che razionale: è il trionfo della passione, dell'istinto, dell'emotività. Per fortuna. E per fortuna della Roma, da queste parti sono caratteristiche che non mancano. Mai. Nella buona e soprattutto nella cattiva sorte, che anzi in qualche modo accresce la voglia di stringersi (più di) un po'.

Di fronte ci saranno come sempre avversari colorati e rumorosi, nonostante le voci delle ultime ore facessero presagire un possibile sciopero atalantino. Due giorni fa erano trapelate le prime indiscrezioni da Bergamo, che annunciavano uno stop del tifo a tempo indeterminato del settore nerazzurro più caldo proprio a partire dal match di domani. I motivi non sono del tutto chiari, ma si parla di una protesta contro la gestione dei biglietti nelle trasferte (soprattutto europee). A conferma si attendeva un comunicato della Nord atalantina, che però - al momento - non è arrivato. Le ultime dal capoluogo lombardo parlano di un ripensamento degli ultras nerazzurri. O almeno di un rinvio dello sciopero.