Un altro sogno che si è avverato»: l'uomo - o meglio, il ragazzo - del momento commenta così i primi due gol in azzurro rifilati all'Armenia. Nicolò Zaniolo si oprende copertine dei giornali e dei programmi sportivi in tv, alcuni dei quali lo avevano additato come esempio negativo per i giovani calciatori non più di quaranta giorni fa. Ma è in quel «alle critiche si risponde sul campo» pronunciato subito dopo la gara di Palermo che sta l'essenza di Nico: guardare avanti, sempre e comunque, mantenendo i piedi ben saldi a terra. Senza lasciarsi abbattere dalle critiche né tantomeno esaltarsi per le lodi sperticate che sta ricevendo nelle ultime ore. Sul campo aveva risposto già nelle ultime partite con la Roma (quattro gol di fila tra campionato ed Europa League), lunedì sera ha confermato il suo ottimo momento con una doppietta, un assist e in generale una prestazione da incorniciare. La strada è quella giusta, checché se ne dica, ma è ancora lunghissima. Il primo a esserne consapevole è proprio Nicolò che, nonostante i soli venti anni, ha la testa sulle spalle. «So bene che devo lavorare tanto e migliorare giorno dopo giorno», ha aggiunto dopo la doppietta.

Niente paragoni

Il primo gol azzurro con un tiro sotto le gambe del portiere e quell'esultanza a braccia aperte hanno scatenato una sfilza di paragoni con Francesco Totti: un accostamento forzato in virtù della giovane età del numero 22 e della carriera del Dieci. Anche perché il paragone va a discapito prima di tutto di Zaniolo, che in questo momento più che mai ha bisogno di crescere senza eccessive pressioni. Totti è Totti, Zaniolo è Zaniolo: considerazione forse banale, ma necessaria. Il Sound of Silence cantato da Simon & Garfunkel può essere adattato anche alla situazione di Nico: forse, per la sua crescita umana e professionale, la cosa migliore che possa fare è continuare a tapparsi le orecchie come ha fatto dopo il gol al Borussia Moenchengladbach. Calma e sangue freddo.

«Ti voglio bene Flo»

Con la doppietta a venti anni e 139 giorni, intanto, è diventato il più giovane marcatore romanista in Nazionale, superando gente del calibro di De Rossi, Cassano e Ancelotti. E mentre Ranieri lo elogia invitando allo stesso tempo a mantenere un basso profilo nei giudizi («È una forza della natura e sta migliorando partita dopo partita, ma bisogna lasciarlo crescere senza puntargli addosso i riflettori», le parole dell'ex tecnico romanista), Nicolò dal canto suo abbraccia - virtualmente e non solo - il suo Capitano: su Instagram story in cui Alessandro Florenzi corre ad abbracciarlo dopo il gol, corredata dal messaggio «Ti voglio bene» e un cuore.
È questo Zaniolo, che vi piaccia o meno: quanto di più lontano si possa immaginare da un "bad boy"; un talento che ha i numeri per brillare a lungo. A patto che lo si lasci lavorare in pace.