AS Roma

Un pareggio con tanti rimpianti: è 2-2 al Maradona tra Napoli e Roma

Due volte in vantaggio con Malen (la seconda su rigore), due volte ripresi, da Spinazzola e Alisson Santos

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
16 Febbraio 2026 - 06:00

Sfuma sul più bello il sogno di tornare a vincere un big match proprio sul campo dei Campioni d’Italia in carica, sfuma nel finale dopo essere andati due volte in vantaggio con l’immarcabile Malen (e siamo a cinque gol in cinque partite) ed essere stati due volte ripresi, l’ultima a otto minuti dalla fine, con in campo a quel punto la solita squadra giovanissima (davanti Robinio Vaz, 2007, Venturino, 2006, Soulé, 2003) e di fronte a un Napoli che dopo le difficoltà iniziali ha finito in crescendo con l’inserimento di altri giovani interessanti come Giovane (2003) e Alisson Santos (2002, autore del gol del pari). Peccato perché nel primo tempo la Roma aveva giocato col piglio della grande ed era rimasta in vantaggio per 33 minuti e poi ci è tornata a venti minuti dalla fine nel secondo. Sorride ancora la classifica perché la Roma è tornata al quarto posto solitario un punto sopra la Juve (avversaria tra due settimane), il rammarico sta nei tre punti di distacco dal Napoli rimasti invariati. A far la differenza nel campionato delle due squadre, resta dunque la vittoria dell’andata all’Olimpico, dopo un’altra partita comunque equilibrata.

L’avvio della gara ieri è stato fulminante, con il primo gol realizzato dopo neanche sette giri di lancette, con il fenomeMalen nuovo centravanti della Roma, bravissimo ad attendere i tempi giusti di uno sviluppo verticale partito dal recupero profondo in scivolata di Ndicka, passato per i piedi di Celik, Pisilli, Mancini e Zaragozza, tutto dritto per dritto, fino all’assist dello spagnolo per il gol di prima sotto la traversa dell’olandese, i due nuovi acquisti a firmare il gol del vantaggio in casa dei Campioni d’Italia. E la Roma è sembrata subito molto più quadrata e ben messa in campo del Napoli, con le sue marcature personalizzate senza timori di uno contro uno: perfetto Ndicka in un duello molto muscolare su Hojlund, bravo Mancini sullo sgusciante Vergara (e peccato per il condizionante giallo al 26’ del primo tempo dell’inflessibile Colombo), perfetto anche Ghilardi su Politano, a dispetto delle differenze strutturali. Conte se l’era giocata così, dovendo fare a meno alla fine anche di McTominay, ad allungare la fila in infermeria dove stavano seduti già Di Lorenzo, Anguissa, De Bruyne e Neres. Niente male anche la lista di Gasperini: Hermoso, Koné, Ferguson, El Shaarawy, Dybala, Dovbyk oltre a Soulé che alla fine non se l’è sentita di giocare dall’inizio e così si è seduto solo in panchina per entrare nel secondo. Conte, che scemo non è, sa come si gioca contro la Roma, per cui ha spesso cercato le verticalizzazioni di prima con l’andamento irregolare di una costruzione su più piani, con tante corse in diagonale e la ricerca delle linee di passaggio non ancora occupate dai marcatori giallorossi. Ma non è quasi mai riuscito a trovare un varco per entrare nel cuore dell’area. A far schermo a metà campo Gasp ha dato fiducia ancora a Pislli e Cristante (messi rispettivamente su Lobotka ed Elmas), sulle fasce sono scesi a destra Celik (davanti a Spinazzola) e a sinistra, su Gutierrez, Wesley (nonostante un contrattempo muscolare accusato durante il riscaldamento che aveva messo in preallarme Tsimikas), davanti con Pellegrini e Malen sul centrodestra è stato scelto Zaragoza, preferito a El Aynaoui, l’altra soluzione d’emergenza. In difesa Conte aveva invece spostato Beukema sul centrodestra, Rrahmani al centro e Buongiorno sul centrosinistra.

Ma è stata la Roma a trovarsi meglio, grazie al coraggio fornito alla squadra dalle preziose chiusure difensive in uno contro uno di chiunque si trovasse quella gatta da pelare della palla lunga in verticale, con l’avversario da contenere magari con 40 metri di campo alle spalle. Tolto l’unico approdo sicuro a Conte, la Roma ha preso campo e costruito la sua partita appoggiandosi a Malen, particolarmente illuminato nelle giocate, e ha lasciato al Napoli solo un corner, sugli sviluppi del quale Lobotka ha provato il tiro neutralizzato però da Svilar. Al 19’ la Roma ha costruito un’altra concreta occasione con una semplice palla lunga su Malen su cui Rrahmani era sembrato in anticipo, ma il satanasso orange gli ha portato via il pallone da sotto gli occhi e ha puntato la porta, poi sul raddoppio pure di Beukema ha effettuato l’ennesima sterzata per andare ancora alla conclusione di destro, di poco a lato. Al 23’ Pellegrini ha recuperato un pallone sulla trequarti e l’ha immediatamente recapitato a casa Malen, che ha dribblato secco il suo marcatore prima di essere fermato dal solito raddoppio. Al 30’ Pisilli ha condotto dalla sua area un’azione verticale lunghissima ed è arrivato a calciare in porta, anche lui con poca precisione. E quando sembrava che l’intervallo avrebbe sancito la superiorità romanista, è arrivato improvviso l’immeritato pareggio del Napoli, al termine di una lunga manovra d’aggiramento, con la Roma un po’ troppo passiva, fino al controllo di Spinazzola sul centrosinistra, appena fuori area, e sul tiro è arrivata la sbadata deviazione di polpaccio di Pisilli ad ingannare Svilar e a siglare l’1-1.

All’alba del secondo tempo  Gasperini si è presentato con Soulé al posto dell’evanescente Zaragoza (a suo merito però l’assist del gol di Malen), ma la Roma è sembrata aver perso la spinta propulsiva che l’aveva tenuta su quel livello alto nel primo. Già al 2’ il Napoli ha avuto un’occasione per raddoppiare, ancora con Spinazzola, bravo a chiudere sul secondo palo un cross proveniente da destra, ma più bravo di lui è stato Svilar che si è buttato sulla sua sinistra per respingere stando peraltro ben attento a non lasciare la palla lì, a portata di tap-in di Hojlund. La partita è entrata poi in una fase di stallo che gli allenatori hanno provato a superare intervenendo dalle panchine: dopo qualche minuto di tira e molla Gasp ha scelto El Aynaoui al posto di Pisilli e Venturino al posto di Pellegrini, e intanto  Conte preparava i cambi di Alisson Santos e Olivera proprio nel momento in cui si è verificato l’episodio che poteva cambiare la serata della Roma e forse la sua stagione: dopo un prolungato possesso palla, Cristante ha cercato un’uscita di sviluppo a sinistra, con Wesley che ha rimandato di prima la palla verso Malen che l’ha controllata e ha chiuso il triangolo facendo correre il brasiliano sulla fascia, dove ha preso il tempo a Rrahmani e si è presentato in area al cospetto di Milinkovc, ma non ha fatto neanche in tempo a calciare che è stato steso dalla sproporzionata vigoria del tentativo di recupero dell’albanese. Nel contrasto, peraltro, entrambi i giocatori si sono infortunati. Poi Malen si è fatto dare il pallone da Soulé che l’ha tenuto in custodia durante tutto l’intervento dei sanitari, e ha calciato senza rincorsa il tiro che gli è valso il quinto gol in cinque partite. È stato peraltro il suo ultimo gesto tecnico della gara perché subito dopo Gasperini l’ha richiamato in panchina facendo entrare Robinio Vaz, e con lui Tsimikas al posto del sofferente Wesley: ma il livello tecnico della Roma si è abbassato paurosamente. Nel frattempo anche Conte ha fatto entrare le sue due armi offensive: Alisson Santos al posto di Rrahmani e Olivera al posto di Spinazzola. Al 31’ proprio Alisson ha spaventato Svilar con un destro forte ma centrale dopo aver puntato (e saltato) Mancini, facendo un po’ le prove generali di quello che poco più tardi sarebbe stato il gol del pareggio. Prima però Conte ha rinforzato ulteriormente l’attacco e il centrocampo giocandosi anche le carte Giovane (per Vergara) e Gilmour (per Elmas). Il sigillo finale è stato del brasiliano classe 2002, rinforzo invernale del Napoli: l’azione è nata da un rinvio un po’ approssimativo di Tsimikas, ripreso da Beukema che ha servito Gilmour che a sua volta ha cercato subito Hojlund che ha tenuto il pallone e ha poi assecondato la corsa di Giovane che infine ha servito proprio Alisson che ha controllato il pallone col sinistro, se l’è portato sul destro e dal limite ha calciato con grande forza, facendolo passare sotto le gambe di Mancini e quindi a lato di Svilar. Poi prima della fine ci sono state altre due occasioni, una per parte: per la Roma il tentativo è stato di Robinio Vaz su cross di Venturino (respinta di Gutierrez, la palla sarebbe andata giusta all’angolino), per il Napoli sulla ripartenza ci ha provato proprio Gutierrez, con Svilar a deviare in bello stile. Ma sarebbe stato troppo.

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