Dzeko in tutto il campionato ha saltato solo la trasferta in Austria col Wolfsberger e il primo tempo della sfida di Genova con la Sampdoria, appena quattordici giorni dopo la frattura allo zigomo; Pastore, l'uomo che non pareva in grado di reggere due partite consecutive, negli ultimi venti giorni ne ha giocate sei e non sembra sentire la fatica; Smalling, da quando è entrato in squadra (con l'Atalanta, era il 25 settembre), è mancato solo contro gli austriaci e poi non si è risparmiato neanche un minuto; un po' come Kolarov e Pau Lopez, che però in totale di partite in stagione finora ne hanno giocate 14 su 15 (a conferma che quella di Graz era nella testa di Fonseca la partita sulla carta più abbordabile, e quell'errore di sottovalutazione rischia di costare parecchio); Zaniolo è partito titolare nelle ultime otto gare; Veretout nelle ultime sei; Mancini invece nelle ultime cinque è stato utilizzato da mediano e in precedenza ne aveva giocate otto da difensore; Kluivert è un altro titolare indiscutibile con Fonseca, avendo saltato solo Roma-Atalanta per scelta tecnica (unica sconfitta di campionato...) e Roma-Milan per squalifica. Il gruppone di titolari di questo complicato ma assai confortante periodo della Roma è composto insomma da nove giocatori che sono stati quasi sempre utilizzati dal tecnico portoghese.

E oggi probabilmente ancora a loro Fonseca chiederà l'ultimo sforzo per giocare e possibilmente vincere la gara di Parma, in programma al Tardini alle ore 18, per la dodicesima giornata del campionato di Serie A, sperando che nessuno senta troppo la stanchezza. Sarebbero tre punti fondamentali per arrivare all'attesissima sosta di metà novembre mantenendo il terzo posto in classifica senza perdere la scia dell'Inter, che ieri ha nuovamente vinto in rincorsa, per allungare sul Napoli fermato ieri dal Genoa, e in vista dei non irresistibili impegni di Lazio (che ospita il Lecce) e Atalanta (che fa visita alla Sampdoria di Ranieri) alle 15 di oggi. È una creatura strana questo Parma di D'Aversa, uno che ha impostato la sua squadra su una solida difesa e i piedi buoni (e veloci) per sfruttare ogni spazio concesso dagli avversari, ma poi a volte s'inceppa: così è stata capace di andare a fare punti in casa dell'Inter sfiorando addirittura la vittoria (2-2 finale) e di seppellire le speranze di Andreazzoli al passo d'addio col Genoa (5-1), ma anche di perdere in casa col Verona e a Ferrara con la Spal.

E in casa finora non ha mai pareggiato: ha tre vittorie e tre sconfitte. Non c'è bisogno di ricordare le qualità di Gervinho ai tifosi della Roma, forse giova però render conto del fatto che il suo miglior talento (l'under 21 svedese di origini macedoni Dejan Kulusevski, in prestito dall'Atalanta) è anche quello che corre di più, secondo le statistiche della Lega Calcio (e in media lo fa anche più di Veretout, per dire).
Dzeko, il capocannoniere di campionato di questa Roma con le sue 5 reti, giocherà contro l'unico tabù che gli è rimasto in questa serie A (non ha mai segnato neanche al Brescia, ma non l'ha neanche mai affrontato, col Parma è a zero e oggi sarà il terzo confronto). Il secondo miglior marcatore è Kolarov con quattro reti, a quota tre c'è Zaniolo. Quattro ne ha segnati anche Cornelius (di cui si ricorda anche un gol all'Olimpico ad Alisson in un duello con Fazio, era gennaio 2018, indossava la maglia dell'Atalanta), fermo a tre Gervinho. In serie A ne ha segnati invece finora 25 Florenzi (cinque in più di Kolarov) e probabilmente neanche a Parma troverà spazio dal primo minuto. Si consolerà con la Nazionale, grazie alla convocazione di Mancini per le sfide con Bosnia e Armenia. Finito il ritiro con la Roma (stasera il rientro previsto via Bologna), con Mancini, Spinazzola e Zaniolo raggiungerà Coverciano domattina alle 12 per il raduno azzurro.