Gettata via la maschera, è rimasto il supereroe. Quello che rassicura i compagni già con la forza della presenza, incute timore negli avversari e manda in visibilio le folle con i suoi gol. Contro chiunque. Nei suoi quattro anni (e un pezzetto) di Roma a Edin Dzeko è riuscito di punire tutte le squadre affrontate in campionato. Tranne una: il Parma, che ha affrontato solamente due volte - entrambe nell'ultima stagione - e che oggi si ritroverà di fronte per cercare di cancellare il suo ultimo tabù italiano. Il bosniaco ha letteralmente sradicato dal proprio volto la protezione allo zigomo operato (che nei programmi avrebbe dovuto indossare fino all'imminente sosta) durante la sfida al Napoli della scorsa settimana.

Non ha però certo perso la voglia di continuare a inseguire primati. Le sue cifre con la maglia della Roma parlano da sole: 93 reti in 193 presenze, che fanno del club della Capitale quello con il quale ha giocato e segnato di più in carriera. Una sorta di patto di fedeltà più efficace di ogni promessa, pure mantenuta nel corso dell'ultima estate, dopo essere arrivato a un passo dall'addio. La direzione già indicata verso Milano non è più stata presa e le sue strade portano ancora tutte a Roma, definita più volte «casa» da Edin e dalla moglie Amra.

E in casa ha vissuto l'ultima sfida con il Parma, che avrebbe potuto rappresentare anche la sua partita d'addio alla maglia giallorossa. Era il 26 maggio scorso e fu invece l'addio di un pezzo gigante di storia romanista, quel Daniele De Rossi che nei momenti più complicati ha preso le sue difese senza badare alle polemiche che inevitabilmente ne sarebbero seguite. Acqua passata, come quella caduta nella famosa ultima giornata del 2018-19, quando dopo un'ora Ranieri lo ha richiamato in panchina e la sua reazione non è stata delle migliori.

Avrebbe voluto chiudere in bellezza una stagione non positiva, caratterizzata da nervosismo e pochi gol per quelle che sono sempre state le sue abitudini di straordinario attaccante. Inclinazione comunque ripresa subito, con l'approdo di Paulo Fonseca a Trigoria. Il portoghese ha puntato forte sul numero 9, indicandolo dall'inizio come un pezzo forte della squadra e rivestendolo del ruolo di giocatore indispensabile.

Leader carismatico del gruppo lo è sempre stato, Capitano anche di fatto lo è diventato nelle ultime settimane, quando Florenzi è rimasto fuori dalla formazione titolare e la fascia ha adornato il suo braccio sinistro. Oggi a Parma proverà a rimpinguare il suo bottino stagionale, che vanta sei gol (più due assist e due rigori procurati); e quello complessivo, che lo vede a meno 9 dal sesto posto all time di Montella e a 18 lunghezze dal podio. Passando da un altro record, l'en plein di reti a ogni avversario. Roba da bomber di razza.