Se intorno è un tutto un florilegio di dubbi, sottintesi, illazioni, il Flore(nzi) vero non punge. Lavora, senza cadere nella facile tentazione delle polemiche per le quattro panchine consecutive. Lo fa da Capitano. Si allena, corre, si concentra, con lo sguardo rivolto verso la trasferta di Europa League in Germania, dove potrebbe tornare titolare. L'ultima volta è stata a Genova contro la Sampdoria, quando la sua partita è durata 75 minuti, prima di lasciare il campo a Perotti per l'esordio stagionale. Poi più nulla, se si eccettuano diciotto minuti complessivi fra Udine e la sfida dell'Olimpico contro il Borussia. Quella sera il numero 24 ha sui piedi la palla del 2-0, poco prima che lo scozzese Collum inventasse di sana pianta il rigore del pareggio tedesco. 

Più di qualcuno non gli lesina critiche per quell'occasione fallita, come se non si avesse il diritto di sbagliare, senza per questo essere puniti da qualche orrore arbitrale. Alessandro a fine match ha le mani fra i capelli, quasi avverta su di sé il peso di quel pareggio denso di recriminazioni. Pochi giorni dopo torna ad accomodarsi in panchina nel match con il Milan, seguendo con il fiato sospeso - da bordo campo e al tempo stesso da tifoso - le gesta dei compagni, che da quel momento in poi sembrano aver ingranato un'altra marcia, macinando gioco, chilometri e avversari in serie. Un sol boccone dei rossoneri, dell'Udinese e infine del Napoli.

Del trittico vincente a Florenzi toccano le briciole: una comparsata in Friuli e tutte esultanze da spettatore. Tanto da innescare il prevedibile vortice di voci: il tecnico non lo vede; la cessione a gennaio è vicina; con Spinazzola ad alti livelli dietro e il rientro di Perotti e Ünder davanti è destinato a restare fuori dalla formazione titolare; e così via. Una ridda di congetture che può essere smentita già domani a Moenchengladbach, dove è molto probabile che ricominci dal primo minuto. «Lui è il Capitano, un bravissimo giocatore, che si allena sempre bene. Presto tornerà a giocare», le parole di Fonseca non più tardi di una settimana fa. E le presenze del numero 24 stanno a testimoniare che il portoghese non bluffa: fatta eccezione per le ultime, Flo ha sempre giocato quando è stato disponibile.

Un fastidioso virus influenzale lo ha messo ko per un paio di gare e gli stessi postumi si sono rivelati più complessi del previsto, inducendo il tecnico a puntare su altri anche nell'emergenza. Ma dinamismo e duttilità continuano a renderlo prezioso. I due scampoli di partita che gli sono stati concessi nell'ultimo periodo e lo stesso match con la Samp lo hanno visto schierato da esterno alto. Le precedenti gare - da titolare - ha però giocato terzino. E in Europa League dovrebbe tornare alle origini.