Nella doppia amichevole di sabato Mirko Antonucci è rimasto a secco: è ancora il miglior marcatore dei test estivi della Roma di Fonseca, ma non più da solo, raggiunto a 5 da Schick e Ünder. Contano poco i centri in precampionato: chiedete a Simone Pepe, che segnò il primo gol (in amichevole) della stagione 2000-01, mostrava già il potenziale della buona carriera che ha poi fatto, ma non giocò un minuto in gare ufficiali con la Roma, con Capello che gli preferì persino il simulacro di Abel Balbo.

Situazioni molto diverse: Pepe andò a fare quel ritiro appena uscito dagli Allievi, a 17 anni non ancora compiuti, sapendo che lo aspettava la Primavera, Antonucci lo sta giocando a 20 anni compiuti, dopo un anno di B, sapendo che la Roma vuole farlo ripartire, quasi certamente verso un altro prestito, considerando però anche una cessione a titolo definitivo, se arrivasse un'offerta. Però il tecnico è nuovo, viene da un altro campionato, e certe gerarchie in partenza sono liquide: prima di rimanere invischiato nel gruppo dei cedibili a prescindere, un po' di tempo per uscirne c'è.

Massimo impegno

E l'attaccante dell'Appio-Latino, schierato quasi sempre trequartista, sta facendo il possibile per convincere Fonseca. Col rischio anche di strafare: giovedì col Gubbio aveva già segnato il gol del 2-0, a 7' dall'ingresso in campo, e poco prima del fischio finale, servito da Florenzi, ha sfiorato la doppietta, ma il suo tiro, dopo aver aggirato l'uscita del portiere, ha colpito il palo esterno. E lui, quando la palla, non più in gioco, gli è tornata, l'ha calciata lontano, gesto di una rabbia che difficilmente si vede in un'amichevole, specialmente da chi il suo golletto lo ha già messo dentro. Subito dopo un avversario gli ha fatto un brutto fallo a centrocampo, e Florenzi ha urlato che si era meritato quella botta, lasciando intendere che avrebbe dovuto passare prima il pallone, invece di tentare una giocata più difficile per mettersi in luce.

Prima del gol al Gubbio ne aveva fatti tre al Tor Sapienza e uno al Trastevere, unico della Roma ad aver segnato nelle prime tre amichevoli. E di gol Antonucci ha bisogno, perché le 18 presenze in B rimediate col Pescara non sarebbero poche al primo anno tra i grandi, ma le ha fatte senza mai andare a segno. E così a gennaio il Pescara ha preso dalla Fiorentina il suo amico Sottil, che gli ha tolto parecchio minutaggio, pur avendo la stessa età. E pensare che l'ala viola era ancora in Primavera quando Antonucci debuttava in serie A, contro la Sampdoria, con un cross che Dzeko ha trasformato nel gol: a fine anno saranno 3 le presenze, incluso un quarto d'ora di semifinale di Champions contro il Liverpool, al posto di El Shaarawy. Non ha l'esperienza per sostituirlo nella rosa dell'anno che viene, ma un positicino in panchina può sperare di ottenerlo. E poi si vedrà...