Finirà stasera l'esaltante tre giorni di spettacolo internazionale. E dopo le emozioni di Liverpool e Amsterdam, oggi chiuderanno il quadro Valencia-Arsenal e Chelsea-Eintracht di Europa League. Favorite, dopo i risultati dell'andata, le due squadre inglesi, ed è persino logico che i romanisti, abbandonata ogni ispirazione sulle questioni che riguardano Antonio Conte (ieri dato vicino alla Juventus, con Allegri intrigato dall'ipotesi Psg), buttino invece adesso un occhio interessato ai destini di Sarri, l'altro allenatore top sognato da Pallotta per dare una svolta ambiziosa al progetto sportivo che quest'anno ha vissuto un bruttissimo rallentamento.

Al momento la situazione è questa: se Sarri fosse stato libero la trattativa con Conte non sarebbe neanche cominciata, ma vista l'indisponibilità alla trattativa del tecnico toscano per il suo impegno contrattuale col Chelsea, la Roma ha virato decisamente sull'ex ct, che poi venerdì scorso s'è sfilato dal lotto dei pretendenti. E se finora le trattative sono state condotte quasi alla luce del sole, perché Conte era libero di promettersi a chi voleva, adesso è necessario tornare a lavorare nell'ombra.

Perché tutti i tecnici "attenzionati" dalla società (gli altri sono Gasperini, Giampaolo, forse anche Gattuso) sono sotto contratto e quindi bisognerà attendere ancora qualche giorno, se non qualche settimana, per capirci qualcosa di più e sedersi al tavolo ufficiale delle trattative. L'obiettivo numero uno resta Sarri, ma per far sì che si possano congiungere i destini, si dovrà prima consumare un divorzio che al momento può essere solo ipotizzato.

Sarri: «Voglio il Chelsea»

Lui intanto si nega con un amante orgoglioso: «Come dico ormai in ogni conferenza stampa - ha risposto ieri a una domanda sul suo futuro durante l'incontro con i giornalisti alla vigilia della sfida di Europa League - io voglio restare al Chelsea. Adoro il calcio inglese e l'atmosfera che c'è in questi stadi». Ma se ti dovessero mandar via?, hanno insistito i cronisti. E lui, ridendo: «Potrei sempre provare con un'altra squadra inglese».

Due possibili interpretazioni: a) è esattamente così, vuole restare in Premier e se anche il Chelsea dovesse metterlo in discussione cercherà un altro ingaggio da quelle parti; b) è stufo di essere messo in discussione da tifosi e proprietà e aspetta magari di essere mandato via per non pagare ricchissime penali.

Sia come sia, è logico che non tocchi comunque a lui fare il primo passo, in nessuna direzione. Ma i quotidiani d'Oltremanica non ci vanno più tanto leggeri se devono trovare dei motivi per cui quel divorzio è ritenuto addirittura probabile. E dopo alcune indiscrezioni del Telegraph, è stata ieri la volta dell'Evening Standard a tirar fuori nuovi argomenti: «La Roma ha pronto un contratto di cinque milioni di sterline all'anno (quasi sei milioni di euro, al cambio attuale, ndr), convinta di poterlo riportare in Italia proprio mentre lui afferma di voler restare al Chelsea. In realtà qualche veterano della squadra ha chiesto la cessione qualora Sarri dovesse essere confermato e i tifosi hanno anche recentemente espresso la loro disapprovazione per il gioco mostrato».

Dunque anche i media inglesi sembrano possibilisti riguardo all'ipotesi del divorzio.

Il rapporto con Baldini

Del resto che Sarri sia un tecnico molto stimato a Trigoria è cosa nota e non da ieri. Già nel 2017 ci furono dei contatti più o meno diretti che avvicinarono molto l'allenatore toscano alla Roma, ma De Laurentiis, con cui Sarri aveva pesantemente litigato nel finale della stagione, si mise di traverso e forte di una vincolo contrattuale che solo per sua volontà avrebbe potuto sciogliere, riuscì a trattenerlo al Napoli, gettando le basi per quella splendida stagione dello scudetto sfiorato.

Con un gioco organizzato e offensivo che ha sempre colpito i dirigenti romanisti, indubbiamente affascinati anche dalla prospettiva delle richieste di giocatori a basso costo del tecnico toscano. L'amicizia tra Sarri e Baldini oltretutto va al di là di qualsiasi rapporto professionale. Le loro case natali distano neanche dieci chilometri, sono amici d'infanzia, uno era il capitano del Figline (Sarri, un terzinaccio alto e magro di non particolari doti tecniche), l'altro del Reggello (Baldini, un trequartista tecnico che poi fece una carriera importante).

E quando nel 2003 Sarri fece capire di avere la stoffa per allenare seriamente, l'amico (già alla Roma) lo aiutò a trovare l'ingaggio della Sangiovannese, il cui ds Bignone s'era diplomato a Coverciano nello stesso corso di Baldini.

Un legame solidissimo, rinforzato dai rapporti tra le famiglie, a un certo punto unito anche da un investimento tecnologico in una start up che ebbe vita breve in cui si impegnarono in ogni caso i rispettivi figli.

Mourinho porta rispetto

Infine va registrata, per dovere di cronaca, una dichiarazione dello Special One a BeIn Sports, nella sua veste di opinionista: «Ho molto rispetto di ogni club che mostra interesse per me e cerca di contattarmi e crede che possa essere la persona giusta per stare con loro. Questo mi rende molto orgoglioso e rispettoso. Alla fine ne sceglierò uno, ma non sono il tipo di persona che ne parlerà perché ho rispetto per tutti».

L'ipotesi Mourinho a Trigoria, però, non trova alcun riscontro.