Gasperini e Conte: così vicini, così lontani
Il comune passato alla Juventus e le alterne fortune tra Inter e Atalanta. Non è mancata qualche frecciatina in passato. Nel 2024 l’ultimo successo del tecnico della Roma
(GETTY IMAGES)
Mentre uno guidava la Juventus in campo, anche con la fascia di capitano al braccio, l’altro allenava le giovanili bianconere, approdando fino alla Primavera. Antonio Conte e Gian Piero Gasperini, nati a undici anni e oltre mille chilometri di distanza, condividono i trascorsi nella Vecchia Signora e poco altro. Sì, entrambi sono passati per la panchina dell’Inter, ma l’esperienza dell’attuale tecnico romanista ad Appiano Gentile è stata talmente breve da non poter essere giudicata. Ma non è l’unico nerazzurro ad accomunare i due allenatori, pronti a sfidarsi domenica sera al San Paolo: perché Gasp, dopo le due ottime esperienze al Genoa, si è definitivamente consacrato nell’Atalanta, che ha guidato fino alla vittoria storica dell’Europa League; e a Bergamo è stato Conte ad aver vita breve, chiamato a sostituire Gregucci nel settembre 2009 e dimessosi dopo appena tre mesi e mezzo.
Gli incroci del destino tra i due non mancano; e, pur essendoci grande rispetto reciproco tra i due, c’è stata anche qualche frecciatina a distanza, soprattutto da parte di Conte nei confronti di Gasperini. L’ultima giusto un anno fa, il 18 gennaio 2025: il Napoli vince 3-2 in casa della Dea e dopo la gara Gian Piero si dice rammaricato, in virtù dell’ottima prestazione offerta dai suoi. «Faccio fatica a digerire questa sconfitta per come è maturata e per i numeri che ha espresso. Abbiamo fatto una grande partita, forse siamo stati poco fortunati, ma ciò non toglie nulla al valore del Napoli». Parole assolutamente pacate, che però il tecnico salentino per qualche ragione non gradisce. Tanto che la settimana seguente replica: «Abbiamo vinto in casa a Bergamo in maniera giusta, secondo me, anche se ho sentito qualcuno che piangeva». Quindi si lascia andare al solito repertorio di «sembra che a qualcuno bruci che le cose stiano andando bene: gli altri sono sempre più belli, più profumati e più pettinati di noi a livello mediatico». Niente di nuovo, per chi conosce lo stile comunicativo di Conte. Da allora, peraltro, i due non si sono più incontrati direttamente sul campo, dato che nella sfida d’andata all’Olimpico Gasperini era squalificato.
Andando indietro di addirittura dieci anni, una frase di Gasp viene interpretata come una frecciata (neppure troppo velata) nei confronti del collega. Siamo a fine ottobre 2016, l’Atalanta di Gian Piero sta cominciando a volare dopo un avvio negativo, mentre Conte siede sulla panchina del Chelsea. A Stamford Bridge i suoi Blues travolgono 4-0 il Manchester United di Mourinho, Conte esulta come un indemoniato al quarto gol e lo “Special One” lo riprende, facendogli notare quanto possa essere umiliante nei confronti dei suoi. Ne nasce un acceso diverbio, che Gasperini è invitato a commentare qualche giorno dopo. «Così come bisogna saper perdere – dice lui – in alcune occasioni bisogna anche saper vincere. Saper gestire certe situazioni è diventato quasi più difficile che allenare».
I precedenti
I due si ritrovano di fronte a vent’anni dal primo confronto in panchina: in Serie B, l’8 ottobre 2006, il Genoa di Gian Piero travolse 3-0 a Marassi l’Arezzo di Conte nella stagione che si sarebbe poi conclusa con il ritorno in A del Grifone.
Per vincere di nuovo, però, il tecnico piemontese ha dovuto attendere 18 anni: dopo 5 sconfitte e 2 pareggi, il 3 novembre 2024 l’Atalanta annichilisce il Napoli al Maradona con un 3-0 firmato Lookman (doppietta) e Retegui. Un’autentica “lezione di calcio”, come scrivono molte testate all’indomani dell’incontro. La speranza è che domenica sera la Roma di Gasp possa darne un’altra a Conte, in uno stadio dove non vince da ormai otto anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRECEDENTE