Cosmi: «Gasperini top. Malen mi ricorda Miccoli»
L'allenatore a Radio Romanista: «Campionato straordinario ma dispiaciuto per la Coppa Italia. Var? Ci affidiamo a un mezzo tecnologico ma se ribalta la decisione dell’arbitro si fa tosta »
(GETTY IMAGES)
Schietto, diretto, come lo era in panchina lo è adesso nelle vesti di commentatore televisivo. La verve di Serse Cosmi è rimasta immutata nel tempo, la stessa emersa nella chiacchierata concessa a Radio Romanista a pochi giorni dalla grande sfida tra Napoli e Roma: «Vedo una partita dura per entrambe. Il Napoli ha dimostrato che non muore mai, ma la Roma sta bene anche se adesso non ha Koné che a mio giudizio è l’unico giocatore che non vorrei mai che non giocasse. Ma parlare di assenze per la Roma è un insulto al Napoli che da mesi gioca senza molti».
In particolare poi, sul rendimento dei giallorossi fino a questo momento, ha affermato che «la Roma ha avuto attaccanti che non hanno rispettato le aspettative, tra infortuni e ambientamento. E Gasperini ha comunque fatto tanti punti, giocando senza attacco. Poi è bastato un giocatore, un attaccante vero, e con Malen e Dybala ha fatto una partita a Torino come non la faceva da mesi. Aggiungo Soulé, che forse è stato quello più decisivo in termini di gol. Tutto questo fa capire che il lavoro di Gasperini è enorme. Poi, se mi avessero detto: “Guarda che a febbraio la Roma ha vinto 15 partite” avrei pensato che saremmo stati secondi, perché ci sono state sconfitte evitabili. L’unica cosa che mi fa rabbia è l’eliminazione dalla Coppa Italia, un tasto dolente perché non si può pretendere tutto ma si poteva e si doveva fare meglio».
Sollecitato sui vari paragoni tra Malen ed ex giocatori, Cosmi ha affermato: «A Torino sembrava Ronaldo Il Fenomeno, poi si è ridimensionato col Milan ed è andato in vacanza a Udine: lì temevo ci fossimo sbagliati, e invece col Cagliari ha fatto bene. A mio figlio ho detto di guardare come non si muove quando la Roma ha la palla e ho rivisto Miccoli, che ho allenato. Ovviamente parliamo di giocatori diversi, ma come mentalità siamo lì. E se parlo di lui parlo di un fenomeno: ho allenato giocatori come Di Natale, Muriel e Milito ma come Miccoli tecnicamente non c’era nessuno».
Infine, sollecitato sulle polemiche aumentate nell’ultimo periodo riguardo al Var: «Secondo me è arrivato il momento di rivedere, con calma, senza isterismi o colpevolizzando Rocchi. Gli allenatori in questo momento sono determinanti per riunirsi e rivedere il calcio, ci siamo affidati a un mezzo tecnologico e nel momento in cui non ti assiste sei disorientato. Credo che il cortocircuito nasca da lì. L’arbitro è decisionale, ma la sua decisione viene sempre ribaltata dal Var e così diventa dura».
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