«Probabilmente già da questa giornata avremo partite a porte chiuse». L'avverbio di dubbio utilizzato nel pomeriggio dal presidente Figc Gabriele Gravina, per argomentare la proposta del calcio italiano di fronteggiare la diffusione del Coronavirus, è diventato certezza in serata con l'ufficialità arrivata direttamente dal ministro per le Politiche giovanili e per lo Sport Vincenzo Spadafora: «Abbiamo deciso di vietare le manifestazioni sportive, oltre che in Lombardia, Veneto e Piemonte, anche in Friuli Venezia Giulia, Liguria ed Emilia Romagna. Il divieto vale fino a domenica prossima - ha dichiarato Spadafora al Tg2 ma con una specifica importante - Venendo incontro alle richieste arrivate dal mondo dello sport, e fermo restando il divieto di manifestazioni sportive a porte aperte per sei regioni del Nord Italia, abbiamo comunque acconsentito allo svolgimento delle gare a porte chiuse».

Il calcio, dunque, non può fermarsi a lungo. Di conseguenza, calendario alla mano, saranno disputate a porte chiuse Udinese-Fiorentina, Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia, Sampdoria-Verona e anche lo scontro Scudetto Juventus-Inter. In assenza di ulteriori sviluppi, invece, si dovrebbero disputare regolarmente a porte aperte Cagliari-Roma, Lazio-Bologna, Napoli-Torino, Lecce-Atalanta.

«Non abbiamo ritenuto di dover estendere il provvedimento al resto d'Italia - ha aggiunto Spadafora - perché, come ci ha spiegato la comunità scientifica, in questo momento c'è una zona di focolai che abbiamo limitato mentre per il resto d'Italia non esistono condizioni per creare allarmismo e prendere misure altrettanto gravi».

Dopo una domenica di partite rinviate a data da destinarsi, sono arrivate ora le prime decisioni effettive. La misura riguarderà non solo la serie A, ma anche i match internazionali, e quindi pure la partita di Europa League Inter-Ludogorets, in programma giovedì sera a San Siro, che si giocherà a porte chiuse.

«Dando la nostra disponibilità a far giocare le gare di serie A a porte chiuse - ha dichiarato Gravina - abbiamo comunque espresso al ministro dello Sport la chiara preoccupazione per la chiusura degli impianti sportivi poiché abbiamo l'esigenza di far allenare le squadre e c'è il rischio che si blocchi l'attività di preparazione. Ci dovrebbe comunque essere a breve - ha aggiunto - un decreto ministeriale che disciplini tutto il contesto».

Discorso diverso per gli altri campionati professionistici. La Lega Pro ha deciso di rinviare nona e decima giornata di ritorno dei gironi centro-nord. La Serie B valuterà caso per caso, mentre la Lega Dilettanti ha chiesto il rinvio totale di tutte le gare nelle regioni interessate dai contagi. «Senza creare allarmismi, abbiamo chiesto di coordinare nel migliore dei modi le varie ordinanze che vengono emesse a livello regionale - ha sottolineato Gravina - Si deve navigare a vista rispetto a questa situazione, collaborando per ottenere i migliori risultati e da qui abbiamo preso le decisioni che riguardano il nostro mondo per vivere sereni questi momenti. Siamo però coscienti che potrebbero anche esserci misure più restrittive in futuro. Per cui attendiamo di conoscere definitivamente tutte le decisioni istituzionali».