Chissà se il 23 agosto 1989, quando affrontava per la prima volta nella sua carriera da allenatore la Juventus, Claudio Ranieri poteva pensare di riaffrontarla ancora trenta anni dopo, sedendosi sulla panchina della squadra che ha sempre tifato. La squadra che, per sua stessa ammissione, lascerà al termine della stagione, dopo averla ripresa in un momento a dir poco complicato. Allora guidava il Cagliari e portò i bianconeri ai supplementari nel primo turno di Coppa Italia: solo un gol di Zavarov al 108' riuscì a piegare i rossoblù. Si tolse la soddisfazione di strappare loro due punti in campionato, però: 2-2 a Torino, 0-0 in Sardegna. Punti decisivi per la salvezza dei suoi.

Tabù Vecchia Signora

Quindi una lunga striscia di sconfitte, sia con il Napoli sia con la Fiorentina: nove ko nell'arco di cinque anni e mezzo, fino all'1-1 strappato al Franchi il 23 febbraio 1997; vantaggio Juve con un giovane Del Piero, pari viola firmato "Spadino" Robbiati. Poi un decennio in giro per l'Europa, tra Spagna e Inghilterra: Ranieri diventa un allenatore stimato ovunque, non solo in Italia; lo testimoniano le panchine (illustri) di Chelsea, Valencia e Atletico Madrid. Lo riporta in Italia il Parma, che Claudio porta a una salvezza miracolosa. Quindi la chiamata della Juve post-Calciopoli, appena tornata in A: un biennio che si chiude con l'esonero a due giornate dal termine della seconda stagione.

Roma corsara

La Juventus è in qualche modo ancora nel suo destino: dopo un ko con i bianconeri, Spalletti si dimette da allenatore della Roma e Ranieri prende il suo posto. Un girone dopo si toglie la soddisfazione di battere per la prima volta la sua ex squadra, e lo fa nella maniera più goduriosa possibile: in rimonta e al 93', con la capocciata di Riise. È il 23 gennaio 2010, praticamente un anno dopo (il 27 gennaio 2011) un altro successo per 2-0 in terra piemontese firmato Vucinic e Taddei permette alla Roma di accedere alle semifinali di Coppa Italia. Sono le sue due uniche vittorie contro la Juventus, entrambe in trasferta: quando era lui a ospitare i bianconeri, non è mai riuscito a batterli. Una motivazione in più, semmai ce ne fosse bisogno, per la sfida di stasera. Che coincide con la decima panchina giallorossa per lui in questa stagione. La speranza è che porti la lode.