La frase è un po' abusata, ma è sempre valida. «Il basket - diceva Bill Russell, mito dei Boston Celtics - è l'unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione, per chi è abituato a guardare sempre per terra». Un esempio sta proprio a Roma, città dove fare sport non è mai stato facile e dove però c'è una realtà, che non a caso si occupa di basket, che guarda al cielo. E sotto al cielo di Roma è riuscita a costruirsi un campo, che inaugura oggi. Vis Nova, nome storico della pallacanestro romana, che tra, appunto, una forza nuova dalla Unicusano Arena. L'impianto (Unicusano Arena) sorge nel cuore del quartiere San Lorenzo, in via dei Sabelli 88, presso il Centro Sportivo Benedetto XV dei Cavalieri di Colombo.

Il taglio del nastro è previsto alle 12, ma prima, naturalmente, si gioca a basket, con esibizioni di 3 contro 3 senior e di minibasket. Perché la Vis Nova questo è: tradizione, con 60 anni di storia, e attenzione ai giovani, con in bacheca anche un titolo di campioni d'Italia under 15 e una serie di insegnamenti, tecnici e non, tramandati nel tempo. La Vis Nova, nata nel 1955 a Roma all'interno del Collegio S. Maria per iniziativa dei Padri Marianisti, si è affermata nel basket grazie ad uno straordinario vivaio, fiore all'occhiello della società. La prima squadra, quasi sempre composta da giocatori provenienti dal settore giovanile, ha scalato le vette del basket nazionale.Così il campo di oggi diventa un nuovo punto di partenza e un bel traguardo per la società, che ha unito tutte le sue componenti, da Stefano D'Annibale, punto di riferimento del settore tecnico, al segretario generale Antonio Muto, all'impegno di figure preziose come Andrea Cipolla, fino a Tito Rampini, Massimo Coccia, Oliviero Armezzani, Massimo Simoncelli, oltre naturalmente al presidente Massimo Galloni.

«Poco più di un anno fa - racconta - mi trovavo alla stazione di Firenze per perfezionare l'acquisto, ed il ritorno a Roma, della società che rischiava di scomparire dopo oltre 60 anni di attività agonistica ad altissimo livello. Pascal definiva questi comportamenti "le ragioni del cuore", e cioè l'agire seguendo l'istinto contro ogni giustificazione razionale: infatti, al di là del valore affettivo di essere riusciti a salvare e mantenere viva la Vis Nova, in mano non avevamo nulla: nessuna squadra, nessun campo, nessuna attività giovanile, insomma niente… un tunnel senza fine! Oggi, a distanza di un anno, grazie all'immane lavoro svolto da un gruppo di amici innamorati del basket, possiamo finalmente dire di riuscire a vedere un bagliore di luce in fondo alla galleria: la prima squadra è in serie C Silver, abbiamo un campo tutto nostro, stiamo allestendo giovanili di buon livello, ripartiamo col minibasket, con un nuovo assetto societario stabile e con uno sponsor prestigioso come Unicusano». Del legame con la tradizione fa parte anche la vocazione sociale che ha sempre accompagnato la società, fin dai tempi del mitico "Sante Santi". E non a caso alla cerimonia di oggi parteciperanno Francesca Del Bello, presidente del Municipio II, Michele Bonetti Presidente della Onlus "Le Ali dei Pesci", con la quale Vis Nova condivide progetti sportivi dedicati a "ragazzi speciali", e Francesco Martini, Presidente del Comitato Regionale della Federazione Italiana Basket. Con un nome mitico per la pallacanestro italiana e romana, cioè Valerio Bianchini. Sarà il presidente onorario. Proprio lui, che ha portato Roma sul tetto d'Italia, d'Europa e del mondo, perché ha avuto il coraggio di guardare al cielo e non per terra. Quello che fa la Vis Nova.