Napoli-Roma a Colombo, l’arbitro delle grandi occasioni. Ai monitor Aureliano, come all’andata
Verso il Maradona: col fischietto di Como la Roma è imbattuta. Conte salvo (per ora) dopo gli insulti rivolti a Manganiello in Coppa Italia contro il Como
(GETTY IMAGES)
Otto incroci e nessuna sconfitta: quattro vittorie e quattro pareggi in Serie A. Questo il bilancio della Roma con l’arbitro Andrea Colombo, della sezione di Como, che dirigerà la gara del Maradona domenica sera contro il Napoli. Gli ultimi due precedenti in questa stagione sono con Milan (1-1 all’Olimpico) e Fiorentina (2-1 per i giallorossi a Firenze).
Scongiuri dei romanisti per la legge dei grandi numeri a parte, il direttore di gara classe 1990 è considerato tra i migliori arbitri della Serie A e assolutamente in crescita nella scala e nella considerazione del designatore Rocchi che infatti gli affida già da parecchio anche i big match (ha già fischiato per un Roma-Napoli e due Roma-Juventus) e di solito ne è uscito bene.
Un arbitro che addirittura - udite, udite - José Mourinho ha elogiato pubblicamente in passato. E proprio il 50% degli incontri diretti da Colombo con la Roma protagonista è di “competenza” dello Special One. Con Mou in panchina tra l’altro sono arrivate tre delle quattro vittorie maturate con Colombo: Torino-Roma 0-1, Roma-Lecce 2-1 e Roma-Napoli 2-0 tutte nel 2023 (e un pareggio per 2-2 con la Salernitana).
Ma se con Colombo i tifosi giallorossi possono anche sentirsi un minimo garantiti, a completare la squadra ci saranno due arbitri con i quali in passato ci sono state polemiche: a Lissone siederanno al Var Abisso e come Avar Aureliano (che all’andata finì nell’occhio del ciclone per l’impatto Rrahmani-Koné). Gli assistenti saranno invece Zingarelli e Bercigli con Marcenaro quarto ufficiale.
In un periodo in cui si parla tanto di ingerenza del Var, di chiaro ed evidente errore opinabile (o di chiaro ed evidente orrore), la speranza è che sia una serata tranquilla dal punto di vista arbitrale. Anche sulle panchine, specie dopo gli ultimi labiali («testa di c...» rivolti da Antonio Conte all’arbitro Manganiello in occasione di Napoli-Como di Coppa Italia e rimasti impuniti per la quaterna arbitrale e per il giudice sportivo (non c’è nulla sul referto arbitrale, si attende eventualmente la procura). Atteggiamento ben diverso da quanto accaduto ad esempio a Cremona nei confronti di Gian Piero Gasperini, allontanato e squalificato proprio per Roma-Napoli per aver detto di non aver detto niente. Misteri.
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