Non ha ancora i canoni dell'eccezionalità il cammino della Roma in queste prime sette partite di campionato (che diventano dieci se ci si aggiungono le tre gare per l'Europa League), ma di sicuro segnala il periodo di buona salute di cui gode una squadra che ad inizio stagione è stata trascurata un po' da tutti nei pronostici. L'eccezionalità sta semmai nella continuità di risultati che viene fuori se a queste prime sette si sommano le ultime otto dello scorso campionato, per scoprire che nessuno ha saputo fare quello che ha fatto la Roma: 37 punti, frutto di undici vittorie e quattro pareggi, almeno sul campo. Quasi un intero girone senza sconfitte e con diversi squilli da sottolineare, considerando che gli avversari sono stati due volte la Juventus, due volte la Fiorentina, due volte il Verona, una volta l'Inter e una volta il Milan, oltre ad altri magari non di primo livello. 

Che bell'attacco 

Ma anche volendo restare alla nuova stagione, e limitatamente al campionato di Serie A, la Roma - sul campo - ha conquistato già quindici punti in sette partite, salendo sul podio delle squadre più prolifiche (terza con 16 gol, dietro solo alle ormai non più sorprendenti Atalanta e Sassuolo, arrivate a quota 18). La Roma però ha preso solo otto gol, contro i 9 del Sassuolo e i 14 dell'Atalanta. Ma della fase difensiva parleremo in una puntata successiva. Limitatamente a ciò che la Roma è riuscita a produrre in fase di possesso palla, sono diverse le qualità mostrate dai giocatori giallorossi, andati in rete già con sette giocatori diversi (dieci, se contiamo anche i gol europei). 

Comanda Veretout 

Il capocannoniere è il cecchino dei calci di rigore francese. Tre rigori sono stati assegnati alla Roma e lui li ha trasformati tutti e tre, incrociando sempre con il destro e mandando il pallone nell'angolo di sinistra. Così ha segnato alla Juventus (primo gol in assoluto della nuova stagione giallorossa: curiosamente fu lui a segnare anche il primo gol in amichevole, contro la Sambenedettese), al Benevento e al Milan. A Szczesny ha segnato anche il suo unico gol su azione, siglando così la sua personale doppietta. A quota tre in campionato anche Dzeko, che ha segnato due volte al Benevento e una al Milan, Mkhitaryan, autore dell'unica tripletta finora firmata da un giocatore giallorosso, proprio domenica scorsa col Genoa, e Pedro, a segno contro tre avversari diversi: Udinese, Benevento e Fiorentina. Tre i giocatori a quota uno: Perez (come Pedro a Udine: gol da fuori area col Benevento), Kumbulla a Milano, Spinazzola con la Fiorentina. A questi vanno aggiunti i marcatori europei: a quota due c'è Mayoral (per la doppietta col Cluj), a uno Peres e Kumbulla (a segno in Svizzera) e anche Miky, Ibanez e Pedro. 

Secondi per gol attesi 

Che non sia una casualità la fertilità giallorossa sottoporta è testimoniato dal dato dei cosiddetti expected goal, il parametro che misura le percentuali di probabilità che ogni conclusione verso la porta avversaria possa finire in rete. In questa classifica, secondo i dati di Wyscout, la Roma con 16,31 è seconda solo al Milan (19,61), davanti all'Inter (15,74). Staccati Sassuolo e Atalanta, che addirittura mostra un numero di gol attesi (12,99) assai inferiore a quello dei gol segnati (18): significa che al momento i bergamaschi hanno ottenuto più di quanto non abbiano creato e questo è forse il segnale più evidente di una certa crisi d'identità attraversata dalla squadra di Gasperini. Avendo invece la Roma segnato 16 gol è decisamente in linea con le sue prestazioni. Poteva invece addirittura ottenere di più il Milan, fermo a quota 16 come la Roma, 3,61 in meno di quanto prodotto. Allargando un po' l'ambito all'interno di queste valutazioni, si può stilare anche una classifica dei cosiddetti punti attesi, evidentemente considerando i gol attesi fatti e quelli subiti: ebbene la Roma in questa graduatoria è seconda, dietro solo al Milan e per un solo punto: 15,1 contro 14. Terzo il Napoli a 13. Decisamente indietro il Sassuolo, appena 9,7 punti attesi. 

I gol su calcio d'angolo

Se c'è una situazione tattica su cui la Roma si sta specializzando è sui calci d'angolo. Tre dei sedici gol segnati sono arrivati da rimesse dalla bandierina, addirittura due in una partita, quella di Milano e uno all'ultima uscita, a Genova. Due di questi corner sono stati battuti da Veretout, uno da Pellegrini. Sono i due specialisti che, come ha ricordato Fonseca proprio pochi giorni fa, si esercitano in continuazione a Trigoria. E diverse altre occasioni da gol sono state create nei 5,38 angoli a partita che la Roma mediamente va a calciare. Con tanti saluti a tutti quei riferimenti ironici, ovviamente in chiave negativa, che vengono riservati a chi della Roma si incarica della battuta dei calci piazzati: da una parte le chiacchiere spesso superficiali, dall'altra la realtà schiacciante dei fatti. Nessuno segna più gol da corner della Roma. Un altro dato da sottolineare è invece quello del possesso palla: la Roma è a metà della relativa classifica. Non è più una qualità ricercata da Fonseca. 

Tiri e tocchi in area 

Qualora non bastassero i dati forniti fin qui per definire quanto la Roma sia stata capace di costruire offensivamente nelle prime sette giornate di questo torneo, ne aggiungiamo altri due: il numero dei tiri verso le porte avversarie e il numero dei tocchi dentro le aree avversarie. La squadra di Fonseca è infatti terza in tutte e due le graduatorie, dietro Inter e Milan. Le conclusioni dei nerazzurri sono state finora 112, 108 quelle dei rossoneri, 107 quelle dei giallorossi e del Napoli. Quanto ai tocchi in area, l'Inter lo ha fatto per 180 volte, il Milan 175, la Roma 168. Sono le tre squadre che hanno attaccato di più. Due sono ai vertici perché hanno saputo mantenere un equilibrio tattico che ha preservato anche la porta (e domani ne parleremo), la squadra di Conte invece ha subito più del previsto e si ritrova un gradino sotto. L'ultimo dato: nei passaggi filtranti la Roma è seconda, a quota 76, ancora dietro al Milan, che ne ha fatti dieci di più. La sorpresa è il Cagliari: terzo a 71.