Non poteva finire in maniera migliore il 2019 per la Roma, corsara a Firenze con una prestazione che squarcia scenari che in pochi avevano previsto mentre la squadra era in (ri)costruzione e anche dopo alcune leggere difficoltà iniziali superate da Fonseca con lo slancio di un allenatore di primissimo livello.

Le uniche difficoltà della partita per la Roma in fase di non possesso sono capitate, soprattutto nel primo tempo, per le infiltrazioni dei centrocampisti nella linea difensiva romanista quando non era ben scaglionata 1 Qui al 12' Pau Lopez ha corso un gran rischio quando i suoi compagni di reparto non si sono allineati sull'attacco esterno viola

I successi più recenti della Roma - e quello di venerdì è forse il più rotondo e il più bello di tutti - portano il suo nome e irrobustiscono gli argomenti di chi ritiene che la filosofia più "risultatista" del mondo sia quella dei "giochisti": solo investendo sulla qualità del gioco un allenatore può realmente pensare di raggiungere risultati importanti, altrimenti può solo affidarsi alle capacità dei suoi giocatori e queste, come noto, danno risultati solo quando si hanno in squadra i migliori del mondo.

2 Sul taglio in profondità di Castrovilli verso Vlahovic, Mancini non è posizionato benissimo e la palla gli passa davanti

Fonseca e Petrachi hanno invece costruito una rosa di giocatori di grandissime capacità ma la sensazione è che i giocatori stiano sfruttando appieno le loro potenzialità solo perché inseriti in un'organizzazione generale in grado di esaltarle. Ricordiamone le semplicissime fondamenta: in possesso palla ci si muove in campo per scoprire sempre due o tre linee di passaggio al portatore andando dove possibile in verticale e seguendo i movimenti tenendo la squadra corta, in fase di non possesso si corre in avanti compatti e stretti alla ricerca della riconquista immediata. Sono due concetti base dentro ai quali c'è tutta la bellezza di una squadra che sta sbocciando in maniera ormai universalmente riconosciuta.

3 Il passaggio per fortuna della Roma è leggermente lungo per l'attaccante che infatti non arriva a deviare e Pau Lopez è prontissimo ad intervenire e a respingere l'iniziativa

Le (presunte) difficoltà

Nell'immediato commento post partita, su Sky, è passato il concetto secondo il quale la Roma sarebbe stata messa in difficoltà dall'inizio spumeggiante della Fiorentina. A vedere i dati della Lega Calcio, nei primi 15 minuti della sfida la squadra viola ha tenuto il pallone per 3'47" (la Roma 5'33"), durante i quali ha provato a sfruttare esclusivamente alcune ripartenze, ha avuto un calcio di punizione di Vlahovic per un più che dubbio fallo al limite (battuto alto), sfruttato l'effetto di un altro calcio di punizione (su cui la difesa della Roma continua a trovare difficoltà) "spiegato" nelle grafiche a lato, e un gol annullato per fuorigioco oceanico di Vlahovic.

4 La palla finisce poi a Smalling che nel tentativo di liberare l'area svirgola il rilancio, così Boateng aspetta il rimbalzo e così riesce ad arrivare alla conclusione da posizione piuttosto defilata: sulla stoccata interviene ancora una volta il portiere spagnolo deviando in calcio d'angolo

Dopodiché la Roma ha segnato due gol e per tutti è stato chiaro quello che era già nel seme di quei primi 15 minuti: una squadra provava a fare la partita, l'altra cercava di sfruttare i varchi che si potevano aprire. Il rilassamento semmai c'è stato dopo il doppio vantaggio, quando la Fiorentina ha avuto una reazione d'orgoglio e la Roma ha abbassato l'intensità delle sue giocate, concedendo agli avversari il pareggio.

In occasione del gol del momentaneo 1-2, ancora uno scaglionamento non correttissimo consente alla Fiorentina di segnare5Come già nell'episodio precedente, sulla palla esterna scodellata verso l'area i quattro difensori non si fanno trovare ben posizionati, ma sono tutti piuttosto sbilanciati verso la zona palla e infatti due attaccanti viola (Boateng e i quinto opposto, Lirola) sono liberi sul palo lungo e invocano i pallone

Poi però il secondo tempo giallorosso è stato di una tale superiorità che alla fine il risultato è stato sin troppo stretto. Si può eccepire semmai sul gol: nella pagina accanto analizziamo la parte finale, qualche rimpianto resta anche per la scelta di Diawara nell'impostazione, con Florenzi largo, libero e ben posizionato sulla destra per continuare lo sviluppo, ma ignorato dal compagno che ha preferito andare in verticale su Zaniolo, pressato alle spalle (forse fallosamente) da Caceres che in un modo o nell'altro gli ha tolto il pallone da cui è nato il gol di Badelj.

I numeri della Roma

La Roma ha chiuso dunque nella maniera migliore il suo 2019 e Fonseca in particolare ha rifinito con un'altra vittoria il suo score. Aggiornato, al momento dice 23 partite ufficiali, 3 sole sconfitte (di cui due, quelle con Parma e Borussia Moenchengladbach, decisamente immeritate; l'altra è stata con l'Atalanta), 12 vittorie e 8 pareggi.

6 Sul cross Kolarov, il difensore che solitamente resta più basso, si stacca bene e riesce a respingere il pallone

Ma in particolare nelle ultime nove di campionato la Roma ha vinto sette volte, ha perso a Parma e pareggiato in casa dell'Inter, segnando 21 reti e incassandone appena 7. E, più in assoluto, al momento ha il quarto attacco e la terza miglior difesa (in attesa che la Lazio recuperi la sua partita).

Il fattore Pellegrini

In più Pellegrini con il gran gol di Firenze è diventato ufficialmente (dopo che la Lega gli ha sostanzialmente scippato quello con la Spal) il 14° marcatore stagionale e nessuno in serie A ha fatto meglio. La sua incidenza sta diventando importante per la Roma. As Roma Data ha ricordato ieri che con lui in campo (ha disputato sin qui 1063 minuti, poco più della metà di quelli complessivi) la Roma ha segnato il 66% dei suoi gol (28 su 42).

7 Dopo l'intervento dovrebbe però risalire il campo per lasciare eventualmente in fuorigioco l'avversario, ma, come spesso gli succede, non è tempestivo

Si tratta in pratica di un gol ogni 38 minuti, senza di lui si segna un gol ogni 59 minuti. Ha già in bottino 7 assist e il ruolo che gli ha ritagliato Fonseca lo ha responsabilizzato ulteriormente, fino a farne un protagonista assoluto. La sua performance con la Fiorentina è stata superba: spicca il dato del 94% di passaggi riusciti, percentuale altissima per uno che si muove nelle sue zone.

Il fattore Zaniolo 

Se Pellegrini è stato il migliore in campo, Zaniolo c'è andato molto vicino. In sintesi, la sua partita si può riassumere nell'assist iniziale per Dzeko, nell'azione stroncata al limite dell'area da cui è nato il raddoppio su punizione di Kolarov e nel gol segnato personalmente allo scadere della partita. È il gol numero quattro in campionato, tanti quanti ne ha segnati l'anno scorso nella prima stagione ad alti livelli, quella della sua esplosione con Di Francesco (poi con Ranieri non ha vissuto un periodo altrettanto florido).

8 E infatti sulla palla calciata da Caceres verso la porta, smorzata dalle gambe di Veretout, è proprio il terzino serbo a tenere in gioco il centrocampista viola che si gira e poi batte freddamente il portiere spagnolo della Roma

È andato a segno in tre partite consecutive nel trittico vincente tra Milan, Udinese e Napoli, e poi ha segnato due volte anche in Europa League, nelle due prove casalinghe contro Basaksehir e Borussia Monchengladbach. La collocazione da esterno destro, con tagli profondi che lo portano spesso a calciare anche dalla parte opposta del campo, ha definitivamente esaltato le sue potenzialità. E ora per Ünder sembra davvero difficile immaginare un impiego continuativo.

Il fattore Smalling

C'è poi da considerare l'indubitabile valore dei difensori di Fonseca. Non a caso, Smalling è stato rimesso in campo alla vigilia dell'ultimo appuntamento dell'anno nonostante avesse nelle gambe solo un allenamento e mezzo con la squadra. E ha ripagato l'allenatore con una prestazione con i fiocchi, in cui ha fatto registrare il 67% dei duelli vinti (10 su 15) e, in particolare, il 100% dei duelli aerei e su palla contesa. Strepitoso. E la coppia formata con Mancini ormai è inossidabile.