Al momento del contatto che si potrebbe definire ingenuo se non fosse capitato a Kolarov, forse il calciatore più esperto della Roma, che ha portato alla concessione del rigore del vantaggio della Spal, il solito coro - sommesso ma fastidioso - si è levato compatto: ma che bisogno c'è di rischiare ogni volta il palleggio con la pressione alta degli avversari? Chiaro il riferimento al pallone recuperato da Florenzi, scaricato su Pau Lopez e poi girato sul terzino serbo che non era messo con il corpo nella maniera migliore.

In una serata largamente positiva come quella di domenica, un allenatore attento come Fonseca riuscirà a lavorare nel clima migliore in settimana anche per correggere alcuni difetti che a volte la linea difensiva romanista evidenzia. Nel caso, ad esempio, dell'occasione concessa a Petagna nel primo tempo, se ne è visto uno, sul pallone rilanciato dalla difesa ferrarese sulle due punte, controllate in marcatura dai due centrali giallorossi (Fonseca accetta sempre volentieri la parità numerica in difesa)

La risposta alla domanda però è semplice, e ogni volta va ribadita ai più duri d'orecchi. Non c'è una via alternativa: o per scelta filosofica sei abituato al palleggio in ogni zona del campo o, per scelta uguale e contraria, sei abituato a buttarla più lontano possibile appena senti odore di bruciato. Le squadre che fanno parte della prima categoria rischieranno sempre qualcosa in difesa, ma per effetto del loro credo calcistico saranno squadre offensive, piacevoli da vedere e spesso anche vincenti (questo dipende quasi sempre dalla qualità dei calciatori); le squadre che fanno parte dell'altra categoria, invece, rischieranno poco in fase di impostazione, ma difficilmente mostreranno un calcio spettacolare, proattivo e rarissimamente saranno vincenti, a meno che non siano tecnicamente molto più forti delle avversarie.

Sullo scarico di Paloschi per Valoti, però, Fazio perde contatto con Petagna e gira il corpo in posizione contraria rispetto all'avversario

Perché nel calcio moderno le competenze tattiche degli allenatori sono diventate talmente sofisticate dai giorni della svolta del Barcellona di Guardiola - che spinse la squadra di stelle che allenava a livelli di conoscenza forse mai raggiunti da nessun altro club - da rendere assai complicato per chiunque pensare di vincere trofei puntando su catenaccio e contropiede. C'è solo da prenderne atto, e da apprezzare il conseguente miglioramento del tasso di spettacolarità del calcio: si fanno più gol ed è un vantaggio per tutti, anche per i difensori, mai tanto coinvolti nella fase di possesso come nell'ultimo decennio.

Per girare su stesso mentre l'avversario parte dritto, Fazio perde tutti i metri di vantaggio e si ritrova dietro a Petagna lanciato a rete verso Pau Lopez

Modello Roma

In particolare, la Roma è da anni ormai inserita nel solco della tradizione moderna. E Fonseca ha raccolto l'eredità di Di Francesco e degli altri tecnici illuminati dell'era Pallotta (con le eccezioni che confermano la regola) rilanciando il messaggio e aggiungendo, grazie agli inserimenti azzeccati di Petrachi, elementi in grado di alzare ulteriormente l'asticella anche per il notevole apporto agonistico. Ma senza mai rinunciare al palleggio. Ecco perché capiterà sempre di vedere correre dei rischi ai difensori impegnati nella prima impostazione, ma in cambio la Roma sarà sempre in grado di divertire i suoi tifosi e, forse, anche di raggiungere finalmente i traguardi solo sfiorati nell'ultimo decennio.

Il portiere spagnolo è preò bravissimo ad allungarsi alla sua sinistra e a deviare in angolo il pericolosissimo diagonale

Simbolico un gesto colto dalle telecamere subito dopo il gol del 2-1 segnato da Perotti su calcio di rigore contro la Spal: con le due mani a simulare una pressione, il tecnico portoghese ha invitato i suoi giocatori a non abbassare il baricentro, a continuare ad attaccare, a non staccare la spina. Questa ci pare la miglior garanzia per il futuro della Roma, con buona pace dei reduci del calcio old style (ce ne sono tra i giocatori, gli allenatori e persino i commentatori) che soffrono all'idea di vedere affermarsi un modello che loro sono stati incapaci di capire, di interpretare, di valutare.

In quest'altra grafica evidenziamo una scelta sempre più frequente che adottano gli allenatori che giocano contro la Roma sui calci d'angolo. Come si vede chiaramente qui, la Roma sui corner si schiera a zona con nove giocatori in area e uno fuori sull'eventuale corner battuto corto

Dunque la Roma vince e convince e Fonseca è stato bravissimo a capire presto la realtà del calcio italiano e a sfruttare tutte le potenzialità di una rosa ricca e di una squadra ben costruita. Con la gara con la Spal si è chiuso il cammino all'Olimpico dell'anno solare 2019, con 23 partite, tra campionato e coppe, e due sole sconfitte, con il Napoli (1-4) nello scorso campionato e con l'Atalanta (0-2) quest'anno.

Come provò a fare anche Conte con l'Inter (e Semplici l'avrà sicuramente notato), battendo corto l'angolo e facendo ulteriormente uscire la palla fuori area, tutti i difendenti romanisti tendono a sgombrare immediatamente la zona davanti alla porta

A sorpresa, ha ricordato ieri il collega Nardo a Tele Radio Stereo, il bomber casalingo dell'anno non è stato Dzeko, come si potrebbe pensare, ma Zaniolo, con 9 reti, davanti al bosniaco con 8 e a Perotti giunto a 5 proprio con il rigore realizzato domenica. In casa è stata la quarta vittoria consecutiva, la settima stagionale (su 22 partite in totale) in cui si sono segnati almeno tre gol e si è trattato della prima volta nelle partite in cui si era andati in svantaggio. Era già successo quattro volte di andar sotto e in tre occasioni la Roma aveva perso (contro Borussia Moenchengladbach in Europa League, Atalanta e Parma) e una aveva pareggiato (contro il Cagliari). Mai, invece, la Roma quest'anno ha perso in rimonta. Sono numeri e circostanze tipiche di una squadra offensiva.

Se però il movimento è fatto senza troppo criterio (guardate nel cerchio rosso i giocatori della Roma che ignorano completamente il posizionamento degli avversari) si corre un gran rischio

Che numeri con la Spal

La gara di domenica in questo senso è stata una bella risposta a chi temeva ripercussioni dopo la scialba prova con gli austriaci del Wolfsberger. I numeri parlano chiaro e confermano il dominio assoluto della Roma, che ad esempio ha fatto registrare il dato più alto degli expected goal: 3,08 a 1,26 (va al riguardo considerato che nel dato della Spal molto ha inciso il rigore che da solo vale lo 0,76).

La Roma ha tirato 24 volte verso la porta, la metà da dentro l'area, ha portato 62 azioni offensive, ha recuperato 29 volte il pallone nella metà campo avversaria, ha vinto il 65% dei duelli difensivi, il 52% di quelli offensivi e il 53% di quelli aerei, ha registrato 22 dribbling riusciti (a 1) e ha tenuto la palla per quasi 36 minuti, dei 52 giocati in totale. Piacevole conferma il 95% dei passaggi riusciti da parte di Veretout, piacevole novità addirittura il 100% dei passaggi riusciti di Mert Cetin. E non parliamo di numeri banali: ne ha fatti 61, solo Florenzi, Diawara e Veretout hanno passato il pallone più volte di lui, con percentuali più basse.

E infatti in zona palla si ritrovano tre giocatori avversari e il solo Florenzi: la deviazione di testa di Valoti finirà fuori in ogni caso, così non sapremo mai se gli attaccanti fossero o meno in fuorigioco

A proposito di qualità tecniche nei difensori... In assoluto la Lega con le classifiche aggiornate ieri (quando non era ancora stata giocata Cagliari-Lazio) ci ricorda che la Roma è quinta sia nella classifica dei gol sia in quella dei tiri: Atalanta, Lazio, Inter e Cagliari hanno segnato di più, mentre nella classifica delle conclusioni verso la porta ci sono un paio di anomalie. L'Inter infatti è solo settima e il Cagliari addirittura penultimo. A conferma del fatto che forse la loro classifica è un po' sovrastimata.

Altro dato interessante, l'Inter conduce la classifica dei cross dove la Roma staziona in tredicesima posizione. La Roma è invece seconda nel numero dei calci d'angolo a favore (dopo l'Atalanta, altro segno di squadre a trazione anteriore), quarta per numero di pali colpiti (7, dopo Verona e Napoli con 10 e Lazio con 8) ed è invece la squadra che ha subito più pali (8, come Sassuolo e Spal).