Prima di soffermarsi sulle questioni tattiche che non stanno (più) funzionando nella Roma di Fonseca, bisogna partire dalle attenuanti specifiche: se un allenatore è costretto a giocare una partita nodale con quattro attaccanti diversi rispetto a quelli idealmente collocati nella sua formazione tipo (a Genova sono scesi in campo Kluivert, Zaniolo, Florenzi e Kalinic, nella sua formazione ideale giocherebbero Ünder, Pellegrini, Mkhitaryan e Dzeko, con Zaniolo prima alternativa e gli altri per contorno), se si fa male dopo 7 minuti l'unico regista rimasto a disposizione e al suo posto sei costretto a schierare fuoriruolo il giocatore che maggiormente hai provato a vendere d'estate, se prima della fine del tempo si fa male anche il sostituto di Dzeko e al suo posto l'unica alternativa è lo stesso Dzeko con lo zigomo ancora fratturato e se di fronte hai una squadra che con un nuovo allenatore molto bravo nella fase difensiva ha il primario obiettivo di non subire gol, può capitare che, non sfruttando le poche occasioni (anche quelle potenziali, come le due illustrate in grafica, che non trovano traccia nei resoconti statistici e negli expected goal perché non si è tirato in porta...), allora la partita finisca 0-0 e tu corra anche qualche rischio di perderla (come poteva succedere nel tiro di Depaoli deviato da Pau Lopez).

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Però è anche un fatto che dopo la vittoria all'ultimo secondo di Bologna, la Roma abbia vinto una sola partita su cinque, giocando per quattro volte contro squadre di rango inferiore (Cagliari) o decisamente inferiore (Lecce, Wolfsberger e Sampdoria) e perdendo nettamente contro una squadra che la classifica colloca più o meno sul livello della Roma (l'Atalanta). E, quel che è peggio, segnando appena tre gol in totale. Dunque qualche problema c'è. Vediamo di capire quali.

Kolarov si è spento

Nella settimana prederby e per altri aspetti in quella successiva, è nata la nuova Roma di Fonseca, con l'obiettivo di mantenere i principi offensivi originali cercando però quell'equilibrio che per tutta l'estate era sembrato mancare in una squadra che si stava abituando ad attaccare con addirittura sei uomini ad ogni proposta di possesso palle, lasciando indietro solo i due centrali raddoppiati in una sorta di quadrato dai due mediani. In quella Roma gli esterni giocavano in realtà interni sul piede invertito accanto al centravanti e al trequartista centrale, mentre le due ali vere erano per l'appunto i due terzini, entrambi altissimi.

Compresi i rischi che nel campionato italiano si corrono, a causa della formidabile preparazione tattica dei tecnici della Serie A - Fonseca decise di cambiare, rendendo un po' asimmetrica la sua squadra. E quindi alzando fisso il più offensivo (e meno difensivo) dei suoi terzini, e quindi Kolarov, scegliendo sempre un esterno offensivo alto a destra a giocare sul suo piede (quasi sempre Kluivert, Florenzi con l'Atalanta, prima di passare alla difesa a 3), mandando più interno l'esterno alto mancino, omologo del trequartista che dal centro si è spostato un po' a destra. La sostanza: l'attacco è diventato a 5, il terzino destro è rimasto sempre cauto per difendere (e impostare) almeno sempre a tre. Ora però la mossa sembra non funzionare più.

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Kolarov è stato sollecitato poche volte: dei quattro difensori (almeno teorici) è stato il meno impegnato (per lui appena 79 azioni, Spinazzola ne ha conteggiate 98, Smalling 95 e addirittura Mancini 124) e il meno preciso (66% la percentuale dei suoi passaggi riusciti, il suo omologo di destra 71%, il difensore inglese 88%, l'altro centrale 78%). Lento il giro palla per arrivare fino a lui, quasi inesistenti i cambi di gioco: ci ha provato un paio di volte Veretout, mentre i due centrali non azzardano quasi mai, non è nelle loro corde. Mancini a Genova ha azzeccato appena il 33% dei suoi lanci (2 su 6), Smalling ci ha provato solo due volte e una l'ha sbagliata. Ottime invece le percentuali di riuscita dei passaggi corti e medi: addirittura 98% per l'inglese (65 su 66), 96% per l'italiano (82 su 85). È chiaro a tutti che Kolarov non è un'arma se gli arriva il pallone mentre ha davanti uno, o addirittura due uomini, o se deve attaccare da solo, o se deve contrastare di testa per poter contare sul pallone. Servirlo come è servito adesso è inutile. Tanto che in avanti ha effettuato solo 8 passaggi sbagliandone 4, indietro è andato invece 12 volte, sbagliandone uno solo. Il serbo può tornare ad essere efficace se da quella parte rappresenta una sorpresa, un di più, una sovrapposizione come ai bei tempi. Fisso lì come attaccante (poco servito) diventa un lusso (meglio allora una punta vera) che non puoi permetterti (perché spesso difendi a tre).

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La questione esterni

Più in generale ovviamente Fonseca in questo periodo paga la mancanza di reali alternative sulle fasce. Nella singola partita può anche riuscire a vincere (sarebbe potuto accadere anche domenica, con un po' di fortuna), ma in assoluto se non torneranno almeno Ünder e Mkhitaryan continuerà ad andare in sofferenza. Kluivert è il più prevedibile degli attaccanti e anche il più acerbo, Florenzi più semplicemente non è un attaccante. E Perotti non ha certo fatto una buona impressione quando è entrato. Ma magari migliorerà quando raggiungerà la forma migliore. E poi c'è la questione regista: in mediana è rimasto solo Veretout, giovedì al suo fianco sarà confermato Pastore anche se gli spazi saranno inevitabilmente più angusti?

4 - Nel dettaglio, le due occasioni significative costruite da Zaniolo che però non trovano traccia nei tabellini statistici dell'incontro1 Questo è il 2 contro 1 al 21' del primo tempo con Murillo che deve gestire il doppio pericolo e sceglie giustamente di andar prima a coprire il pallone ritardando per quanto possibile l'azione dell'avversario in possesso2 Zaniolo gestisce il pallone portandoselo sul suo piede per mettere in ulteriore difficoltà il difensore e si crea lo spazio per servire Kalinic che potrebbe a quel punto puntare la porta con facilità e in solitudine 3 Qui avviene l'incomprensibile errore del romanista che invece di servire il compagno nella corsa lo serve verticalmente obbligandolo anche a un cambio di direzione che gli fa perdere secondi preziosi 4 E infatti Audero, che era rimasto in una posizione intermedia in attesa di capire se uscire o coprire la porta, rompe gli indugi e anticipa l'attaccante rinviando lungo

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Le palle inattive

Ci va messo pure un altro aspetto: dalle palle inattive la Roma ha ottenuto grandi soddisfazioni negli ultimi anni, a Genova questa opportunità era praticamente inesistente. Senza tre dei suoi migliori saltatori sia nel castelletto difensivo su corner e punizioni laterali, sia nei calci a favore, la probabilità di vincere i duelli aerei è drasticamente calata. Ieri solo i due centrali hanno buone capacità acrobatiche, ma l'assenza di Fazio, di Cristante e la presenza/assenza di Dzeko (impossibilitato con la frattura a cimentarsi nell'impresa) rende l'opzione quasi inutilizzabile.

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Ma la difesa funziona

Di sicuro conforta l'intesa e l'interpretazione sempre migliore di Mancini e Smalling, efficaci e autoritari sia negli interventi singoli sia nell'intesa di reparto. Al momento Fonseca ha trovato due titolari, ma magari in coppa tornerà Fazio e dietro ci sono ancora Jesus e Cetin. L'unico reparto dove c'è abbondanza.

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8 - In questa seconda serie, lo strappo di Zaniolo al 34' del secondo tempo, capace con una splendida accelerazione di lasciare sul posto due avversari (Jankto in dribbling e Ekdal saltandolo) e puntare la porta per un promettente 4 contro 3 6 Su di lui è costretto a quel punto a uscire Colley, lasciando alle sue spalle il 3 contro 2 che Zaniolo dovrebbe saper gestire nella maniera più produttiva possibile 7E quando i due difensori superstiti fanno la scelta di andare a coprire la profondità di Kluivert (linea rossa) e l'ampiezza di Perotti, il romanista dovrebbe servire Dzeko (linea verde) che invece arriva centralmente e avrebbe poi tutta la possibilità di scegliere poi la soluzione finale 8Zaniolo invece si prende il rischio di crossare per Kluivert sbagliando la misura del cross e consentendo a Murillo di intervenire di testa in anticipo. Va così sprecata un'altra possibilità, con tutto quel campo libero davanti a Dzeko...