Per la Roma

Contro il logorio, per il bene della Roma

Se mai quel famoso logorio della vita moderna fosse, anche solo in minima parte, generato proprio da dentro la società… allora, probabilmente, qualcuno dovrebbe farsi una domanda

(MANCINI)

PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
25 Marzo 2026 - 07:00

Contro il logorio della vita moderna” era lo slogan di un noto amaro che spopolava in televisione a cavallo tra gli anni sessanta e i settanta.
E mi affido all’enciclopedia Treccani per definirlo meglio quel logorio, “Logoramento continuato e intenso che diminuisce, a poco a poco, l’efficienza dell’oggetto e ne provoca la graduale distruzione”, e poterlo mettere, così, in relazione con gli allenatori che, specie negli ultimi venti-trent’anni, si sono avvicendati sulla panchina della ROMA.

Allenatori arrivati giovani e con l’aria distesa, uno su tutti Luis Enrique, e andati via con il volto segnato dalle rughe. Capelli a spolverarsi di bianco già dopo qualche mese, con le risate spontanee a cedere il passo a quelle a denti stretti distribuite con parsimonia durante criptiche conferenze stampa in cui ogni risposta si è spesso trasformata in uno spunto, appunto o lettera a un destinatario senza nome.

Io detesto ogni reprimenda su questa tifoseria e detesto, ancora di più, ogni luogo comune sul vero o presunto tale ambiente romano sul quale ironizza ogni allenatore che arriva e sul quale, poi, impernia un alibi quasi ogni allenatore che va via. Quel che è certo è la pressione: ogni tifoso, ogni giornalista, ogni avventato urlatore seriale sui social... tutti partecipano a quel logorio giudicando ogni scelta della panchina sempre e solo in base ai risultati. E hai voglia a parlare di gioco e trame offensive: vinci, sei un drago. Perdi, l’ultimo degli sprovveduti. Pure se giochi senza mezza squadra, anche se non ti danno un rigore solare: “Sì, l’arbitro avrebbe potuto però...”, “Certo mancano tutti quelli ma...”.

Non conta nulla.

Per questo, da sempre, è fondamentale il ruolo della società: non sono chiacchiere, nessun luogo comune. È la realtà dei fatti: deve essere proprio la società l’ombrello per ogni critica. La società a mettere l’allenatore nella condizione di pensare solamente al campo fosse anche solo, a quel punto, per disinnescargli ogni alibi. Perché se mai quel famoso logorio della vita moderna fosse, anche solo in minima parte, generato proprio da dentro la società… allora, probabilmente, qualcuno dovrebbe farsi una domanda.

Saremmo curiosi di conoscere la risposta.

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